ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

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La Storia

Il decreto di erezione canonica è del 2 febbraio 1965; per il riconoscimento agli effetti civili è il decreto del Presidente della Repubblica, con Giuseppe Saragat, in data 15 dicembre 1965, n. 1571, registrato alla Corte dei Conti il 18 gennaio 1966. L'area occupata per il complesso edilizio è di 4 mila metri quadrati. Il costo fu di 15 milioni di lire (L. 3.750 a mq.); la vendita fu fatta dagli oristanesi Francesco e Daniela Trogu e Giuseppe Cubadda; l'atto venne steso dal notaro Efisio Congiu il 7 marzo 1966. Con un preventivo di 125 milioni di lire, l'opera fu iniziata il 20 agosto 1968 e consegnata il 25 gennaio 1972. 
 
l suolo di tipo alluvionale ha richiesto fondazioni su palafitte con una profondità media di 19 metri. Non comune la forma della chiesa: non ha la tradizionale facciata né come quelli consueti i muri perimetrali: all'esterno predominano le pareti semicircolari, accanto a poche altre rettangolari; all'interno è delimitato un piano a cono tronco allungantesi dall'altare maggiore fino alla parte opposta che è a semicerchio: a destra stanno la navatina della cantoria ed il battistero, a sinistra una cappella particolare, in parte separata con parete dal corpo entrale della chiesa. Il tetto presenta un coperto poderoso di cemento armato, con volta ardita e, diremo, scanalata. (Un naturalista vedrebbe nella costruzione interna la figura di una enorme conchiglia a martello, con le orecchiette - altare maggiore a sud ovest - e la parte semicircolare di una valva nel lato opposto, a nord est).
 
Vicino al portone d'ingresso svetta un elegante campanile, alto 21 metri; contigua alla parete orientale della chiesa è il complesso della canonica e delle opere annesse.
 
Il materiale adoperato è la trachite squadrata di Genoni, per i muri esterni; per l'interno, pilastri e muri sono in cemento, con frequenti rivestimenti in laterizi (tipo multifiori). Il pavimento ha marmo travertino più cotto. (cfr. R. Bonu, Oristano nel suo Duomo e nelle sue Chiese, Cagliari, 1973, p. 59ss)
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