Arcidiocesi di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

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Programma settimanale
Domenica 03 Febbraio - Domenica 10 Febbraio
3
Domenica
IV domenica del Tempo Ordinario
Memoria di san Biagio vescovo
 
 
ore 8: Invit. Uff. Letture e Lodi
ore 8,30: Messa: pro populo – benedizione della gola
ore 10,30: Messa: pro populo
 
 
4
Lunedý
ore 7,30: Lodi e Messa: arcivescovi defunti
(Fraghì, Spanedda e Cassari)
 
 
5
Martedý
ore 7,30: Lodi e Messa: Giuseppina, Ninna, Antonia, suor M. Nives
 
6
Mercoledý
ore 7,30: Lodi e Messa: Giovanni e Chiara
ore 17,30: VESPRI e Messa: Ettore Pusceddu (I anniversario)
 
 
7
Giovedý
ore 7,30: Lodi e Messa: Innocenzo e fratelli
ore 17,30: Messa: Maria Bonaria ABIS
a seguire Adorazione Eucaristica per le vocazioni
 
 
8
Venerdý
ore 7,30: Lodi e Messa: Salvatore Amat
 
9
Sabato
ore 18,10: Celebrazione dei primi Vespri
ore 18,30: Messa: Maria Luisa Massidda
 
 
10
Domenica
ore 8: Invit. Uff. Letture e Lodi
ore 8,30: Messa: Angela, Candida e Angelico
ore 10,30: Messa: pro populo
ore 15,30: funerale CURCU Caterina (presiede mons. Giuseppe Curcu, Vicario Generale diocesi di ALGHERO-BOSA)
 
 
AVVISI
• domenica 3 (ore 8,30): Benedizione della gola
• Mercoledì 6: ore 19,30: incontro del Gruppo Catechisti;
• Venerdì 8: ore 20 Riunione Consiglio Affari Economici
IN ASCOLTO DELLA PAROLA
Nella sinagoga del suo villaggio Gesù ha rivelato il compimento della profezia di Isaia. Gesù si manifesta come vero profeta del Dio vivente con una missione ben definita da compiere. Il messianismo ai tempi di Gesù era fortemente politicizzato, a motivo della sottomissione al popolo romano dei figli d'Israele, la cui vocazione era la libertà politica da qualsiasi popolo della terra. Il profeta invece è legato alla Parola di Dio. Egli è sempre mandato per ricordare la Legge dell'Alleanza, invitare alla conversione, annunziare il perdono del Signore, chiamare tutti alla piena obbedienza alla volontà del loro Signore, così come essa è contenuta nella Legge, nei Profeti, nei Salmi. Profeta e Parola sono una cosa sola. Tutti i presenti conoscono Gesù fin dalla sua infanzia. Sanno delle sue umili origini. Se lui vuole essere creduto, deve compiere i prodigi compiuti altrove. Il profeta non è vero perché compie prodigi. È vero perché dice la vera Parola del Signore. Gesù difende la sua verità e anche giustifica il non compimento di miracoli, facendo riferimento al profeta Elia. Elia fece due grandi miracoli alla vedova di Sarepta. Se Gesù ha fatto miracoli ad altri e non ai suoi concittadini, Lui altro non fa' che agire secondo lo stile dei veri profeti. È un segno della sua verità. Mentre non sarebbe un segno se compisse miracoli in mezzo a loro. Il popolo non accetta questa giustificazione. Anzi si riempie di sdegno e vuole precipitare Gesù dal precipizio sul quale la loro città era costruita. Ma Gesù passa in mezzo a loro e va via. Ora però sa che vi sono due modi di essere: seguire Dio, o adeguarsi alla volontà degli uomini. Quando non dirà e non farà ciò che vogliono gli uomini, sempre sarà esposto alla morte. Per questo, dovendo fare sempre la volontà del Padre suo, dovrà essere interamente avvolto di Spirito Santo.
TOZ
 
 
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