Arcidiocesi di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

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Programma settimanale
Domenica 12 Novembre - Domenica 19 Novembre
12
Domenica
XXXII dom. T.O.
“Signore, Signore: aprici!”
 
 
ore 8: Ufficio letture e Lodi
ore 8,30: Messa: Pietro e Margherita
ore 10,30: Messa: pro populo
 
 
13
Lunedý
ore 7,30: Lodi e Messa: Angelo e Mariangela
 
14
Martedý
ore 7,30: Lodi e Messa: Simonetta
ore 17,30: Vespri e Messa: Maddalena Onorato/Martinez (trigesimo)
 
 
15
Mercoledý
ore 7,30: Lodi e Messa: Antonio Ortu e Giovanni Battista Musu
 
16
Giovedý
ore 17,30: Vespri e Messa: Nanneddu Accareddu
 
17
Venerdý
ore 17,30: Vespri e Messa: Giancarlo Bisio (Trigesimo) e Mirella Anedda
 
 
18
Sabato
ore 18,15: Primi Vespri
ore 18,30: Messa: Giovanni Lecca
 
 
19
Domenica
ore 8: Ufficio letture e Lodi
ore 8,30: Messa: QUINTINO Steri
ore 10,30: Messa: Antonio e Luigina e fam. Atzas-Delrio
 
 
AVVISI
Mercoledì 15: Incontro dei catechisti (19,30)
Giovedì 16: Formazione teologica diocesana
Venerdì 17: Riunione Consiglio Affari Economici (ore 20)
 
MESSAGGIO DEL PARROCO
Il contesto della parabola di questa domenica è quello di una festa di nozze.
La ritualità del matrimonio ebraico, passata, per molti dettaglia, anche nel nostro ambiente culturale sardo, prevedeva che la sposa attendesse l’arrivo dello sposo, in casa dei suoi genitori. Di solito ciò avveniva dopo il tramonto del sole: il corteo nuziale composto dallo sposo con i suoi amici e parenti giunto davanti alla casa della sua amata, bussava la porta e ottenuta il permesso dei genitori entrava per poterla portare nella sua casa. Alcune damigelle seguivano la sposa. Il rito non avveniva però sempre uguale e preciso: potevano verificarsi anche variazioni e ritardi: ad esempio quando si creavano discussioni con i genitori della sposa sulla dote, sul tipo e la quantità dei regali etc.. Ancora oggi in tutto il medio Oriente è molto importante discutere e tergiversare (un po’ come si fa nei bazar e nei mercati,) era buon segno anzi talvolta era auspicabile: più lunga era la discussione sulla dote e sui regali e più doveva crescere agli occhi dello sposo la preziosità e l’onorabilità della sua sposa. Il tirare in lungo le trattative era di buon auspicio. Alle spose di cui si parla nel vangelo di oggi invece si chiede non di tergiversare ma di preparare l’attesa dello sposo: “Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”, cioè: “Siate sempre pronte per l’arrivo di Cristo”. Per Gesù è saggio chi veglia, cioè chi pensa sempre, nel suo animo, al giorno prossimo dell’arrivo del Messia. Vivere significa attendere: la conclusione dell’anno liturgico, che ormai è nell’aria, ci stimoli a vivere in questa dinamica..
don TOZ
 
 
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