ARCIDIOCESI di
Oristano
Can. Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Telefono fisso: 0783/296719  

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

PEC: toninozedda@pec.virgilio.it  

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Articoli
News11 agosto 2021 Letto 243 volte
prepariamoci alla festa della Madonna del Rimedio
 Santuario BASILICA N. S. del RIMEDIO

                 O R I S T A N O

                    Il rettore

 

Carissimi fratelli e sorelle,

spetta a me come nuovo rettore della Basilica, invitarvi alle celebrazioni novenarie e ai solenni giorni di Festa per l’amatissima Nostra Signora del Rimedio, patrona dell’Arcidiocesi di Oristano. Il perdurare della pandemia da Coronovirus impone che rispettiamo le regole sanitarie vigenti alle quali dobbiamo assolutamente attenerci e che prevedono la prenotazione per le tutte le celebrazioni (Novena e Messa) che si terranno in Basilica, ma anche per il solenne Pontificale di mons. Arcivescovo che, a Dio piacendo, speriamo di poter celebrare nel vasto piazzale della Basilica.  Nel proficuo dialogo con le autorità, stiamo cercando di predisporre lo spazio che possa ospitare almeno 500 fedeli: anche per questa celebrazione bisognerà prenotare per tempo. Di seguito riassumo le norme per la partecipazione alla Novena e alle celebrazioni della Festa della nostra amatissima Nostra Signora del Rimedio.

NORME

1.     L’accesso in Basilica è possibile solo tramite prenotazione, tenendo conto che i posti disponibili sono al massimo 130.

2.     Prenotazione online: accedere al sito istituzionale www.madonnadelrimedio.it : Novena e Festa 2021 Prenota un posto in Basilica. Scegliere quindi il giorno (o i giorni) e seguire le istruzioni, compilare il modulo e stamparlo, presentarlo ai volontari al momento dell’accesso in Basilica o nel Piazzale.

3.     Prenotazione via cellulare oppure WhatsApp al numero 347.9971495 (Marcella): si ritira il biglietto all’ingresso della Basilica.

4.     È necessario arrivare in Basilica per tempo: è obbligatoria la sanificazione delle mani e la mascherina;

5.     Rispetto gli anni scorsi ci sono variazioni sugli orari della Novena e delle Messe nei giorni di festa.

6.     Appena il sistema sarà operativo le prenotazioni potranno iniziare.

7.     Controllare bene tutto il programma così come previsto e pubblicato nella locandina ufficiale.

NOTIZIE e AVVISI

1.     L’animazione musicale della Novena (ore 21) e delle celebrazioni delle ore 18,30, dei giorni di Festa, sarà curata dal Coro Polifonico della Basilica.

2.     La Santa Messa Pontificale presieduta dal nostro Arcivescovo metropolita mons. Roberto Carboni sarà trasmessa, in diretta, dall’emittente televisiva Super Tv (canale 605);

3.     Tutte le celebrazioni sono diffuse tramite il sito istituzionale della Basilica, nel canale Youtube e nella pagina Facebook.

 

Maria santissima, Tesorera celestiale e divina dispensadora accompagni e sostenga, col suo materno aiuto, tutti: fedeli, devoti, pellegrini, volontari e i collaboratori della nostra amata Basilica.

 

Mons. Antonino Zedda, rettore

News25 giugno 2021 Letto 215 volte
criticità e chiarori dell'uso del Messale Romano (terza edizione)
 

ADATTARE: SE LE CELEBRAZIONI NON INCARNANO L’OGGI DELLA SALVEZZA

 Senza voler trovare il classico pelo nell’uovo cioè solo criticità e difficoltà, bisogna sottolineare il fatto che la CEI, nei suoi vari uffici e strutture, si è sforzata di riformare e adattare i vari riti liturgici: l’operazione di traduzione è stata senz'altro notevole, forse si sarebbe potuto fare anche meglio, pazienza! Sarà comunque l’uso pastorale e rituale del Lezionario e del Messale a far emergere le positività e le eventuali negatività del lavoro fatto finora. Il due libri liturgici sono stati consegnati al popolo di Dio: tutti abbiamo rilevato che è stata un’operazione fatta da tecnici specialisti, preparati e volonterosi. Quest’operazione non ha, però, incontrato un ambiente ecclesiale disposto, nella sua maggioranza, ai necessari tempi lunghi di sperimentazione. Mi pare di poter dire (ma è solo un’impressione) che molto è stato fatto a tavolino. Un tempo di prova accettato, condiviso e messo a frutto (mediante edizioni provvisorie e successivi, pazienti ripensamenti e rifacimenti) non è stato verificato nella Chiesa italiana, salvo rare eccezioni. Tenendo particolarmente d'occhio le celebrazioni che più spesso vengono attuate in gruppi di adolescenti (liturgie della Parola, cresima, eucaristia, varie forme di penitenza e riconciliazione), noto (con un certo dispiacere) che si tratta sempre di riti standard, con possibilità ben ridotte di rielaborazione, e rispondenti di fatto ad assemblee molto teoriche, standardizzate come se tutte le comunità fossero ugualmente composte da gruppi di adulti-colti-catechizzati-ferventi,  in una parola praticanti. Non nego che, in teoria, certi moduli funzionano ma in pratica non sempre funzionano: mi dispiace constatare come, a differenza di altre nazioni e di altre conferenze episcopali, qui in Italia si sia cercato di eliminare al più presto il disagio del provvisorio, per garantire subito testi ed edizioni definitive e perciò rassicuranti. Mi pare di notare, seppur timidamente che stia emergendo, almeno in un crescente numero di membri del clero e del laicato, una mentalità più esigente riguardo alla celebrazione. Lasciando per ora da parte le posizioni (anche queste stranamente diffuse specie nel giovane clero) di chi si abbarbica al passato o di chi invece fa tabula rasa della tradizione e inizia in proprio un anno zero della liturgia della Chiesa, noto che i cattolici più attenti pretendono (giustamente) sempre di più dal versante liturgico della vita cristiana. Chiedono di poter essere nutriti e interrogati dalla Parola di Dio. Vorrebbero che questa divenisse davvero fonte e sorgente di scambio fraterno e di confronto con la realtà. Sono sensibili a un tono di autenticità e a una preoccupazione di legame fra liturgia e impegno in questo mondo. Esigono di trovare dei gesti rituali e un linguaggio di preghiera che corrisponda alla loro propria cultura e manifesti la contemporaneità della Chiesa: una comunità cristiana che vive coi piedi per terra, che è incarnata nel qui e ora, e non nel passato o nel futuro che non esistono. Si aspettano che il modo di celebrare favorisca la crescita della comunità. Insomma, non si accontentano più di prospettive intimistiche o di abitudini formali e cerimoniose. Se questi cattolici paiono ancora una minoranza, la riflessione che essi hanno innescato sta portando alla luce esigenze analoghe in tutte le comunità specie in quelle parrocchiali: che molti siano ancora insensibili, non elimina questa realtà, anzi la rende soltanto più urgente ed esplosiva. Se, a quanto ho detto, si aggiunge l'evoluzione che è in atto, e che oggi tocca la vita e l'articolazione di molte comunità e gruppi, come anche tutto il vasto settore della pedagogia e in particolare della catechesi, sullo sfondo dei vivissimi problemi posti dall'evangelizzazione, dovremmo concludere che celebrare la liturgia, oggi, non è più un semplice affare di correttezza rubricale o formale o solo spirituale, ma investe esigenze ben più ampie.

News13 giugno 2021 Letto 218 volte
riflessioni e spunti per capire e formarci
 ABC… della Liturgia                   Spunti di riflessione e qualche consiglio per le nostre assemblee

UNA CHIESA SENZA COMUNITÀ NON E’ LA CHIESA DI CRISTO

Solo qualche giorno fa Papa Francesco che, in questo lungo tempo di Covid-19 è stato capace di compiere gesti profetici e drammatici, ha esortato il Popolo santo di Dio (e con esso i Pastori, vescovi o preti che siano), a non cadere nella tentazione di abituarci a questo clima pandemico che rimane straordinario, non è normale – sottolinea Papa Francesco- che la Chiesa viva lontana dai Sacramenti e dalle celebrazioni ecclesiali. La Chiesa vive e si nutre dell’esperienza dei sacramenti e della presenza del popolo di Dio, che si riunisce normalmente in assemblea liturgica. Questi due elementi, Sacramenti e Assemblea, non sono secondari, sono indispensabili per la vita della Chiesa, senza entrambi la Chiesa cessa di esistere. Il tempo del Coronavirus è dunque destinato a cessare: non possiamo vivere eternamente confinati nelle nostre case, non possiamo vivere di sola Comunione spirituale. Certo questo tempo virale ha pesantemente influito sugli stili di vita ai quali eravamo abituati, ci ha in qualche modo anche cambiato, forse non torneranno più i moduli del passato, finché il Virus non sarà definitivamente sconfitto con un vaccino più forte di lui che lo sradichi definitivamente. Ecco il ragionamento che dobbiamo fare: come è terminato il tempo forte della Quaresima e siamo entrati nel tempo pasquale, così anche negli altri ambiti della vita sociale non possiamo vivere (ricordava con una bella immagine il Papa) per sempre dentro il tunnel, dobbiamo vederne l’uscita e deciderci a uscire fuori. Dobbiamo continuare a seguire le indicazioni delle autorità mediche e politiche, eppure dobbiamo con fiducia cercare soluzioni pratiche, intelligenti e rispettose delle norme per riprendere, seppur gradualmente, le nostre attività ecclesiali. Nessuno toglie valore alle celebrazioni alle quali, pur distanti, abbiamo cercato di partecipare vedendole da uno schermo nelle nostre case. I social e i media sono stati molto utili in questo periodo: abbiamo scoperto la preziosità di questi strumenti che, pur non annullando le distanze, hanno però permesso una certa vicinanza e un’accresciuta comunione spirituale ed emotiva. Bisogna però anche sottolineare che c’è una piccola differenza dentro queste dinamiche comunicative: mentre nelle dirette televisive e Fb possiamo solo vedere e ascoltare, nelle dirette via Skipe lo strumento consente non solo di vedere il compimento del rito ma anche di dialogare (il principio è quello della videochiamata): e noi sappiamo che il dialogo costituisce e fonda la celebrazione eucaristica. È proprio nel dialogo, fatto di gesti e di parole, di un Tu e di un Noi che il mistero delle fede si comunica ai fedeli. Celebrare da soli o in diretta Fb o Tv non raggiunge tutti gli obbiettivi proposti: in queste celebrazioni si crea una certa comunione di intenti e di relazioni ma solo nella dimensione spirituale. Anche se sono in diretta queste celebrazioni non riescono a realizzare qui e ora il mistero di Cristo di cui la Liturgia è fonte e culmine: ecco la preoccupazione del Papa. Non possiamo abituarci e credere che questa dimensione sia normale: dobbiamo essere tutti consapevoli (anche le autorità sanitarie e politiche) che questo è un tempo straordinario limitato nel tempo, è una fase di passaggio (forse anche un passaggio obbligato). Dentro questo tunnel sicuramente non ci infettiamo, eppure nel tunnel bisogna solo passare, non si può vivere dentro un tunnel. In questo periodo pandemico abbiamo pregato tanto, ci siamo uniti spiritualmente ai nostri sacerdoti, al vescovo, al Papa: ora speriamo e studiamo il modo per poter partecipare pienamente alle celebrazioni liturgiche, rispettando le norme e le forme richieste dalle autorità. La partecipazione alle liturgie comunitarie non è opzionale è costitutivo per il fedele e dunque per l’intero popolo di Dio: senza celebrazioni liturgiche forse non ci infetteremo, forse avremo salva la vita, ma come potremo vivere in pienezza l’esperienza cristiana? Non rischieremo di essere solo telespettatori di un evento che non tocca più il nostro cuore e quindi la nostra vita?

Tonino Zedda

News6 giugno 2021 Letto 232 volte
12 bambini partecipano per la prima in modo pieno alla Santa Eucaristia
 Questa mattina dodici bambini della nostra comunità parrocchiale
hanno partecipato, accompagnati dai loro gentori e familiari,
sostenuti dai catechisti Franca, Alberto e Daniela,
        per la prima volta in maniera piena e completa,
alla Santa Messa
accostandosi per la prima volta a fare la Comunione con Gesù nel sacramento del Corpo e del Sangue.
                     E' stato bello partecipare alla loro gioia e al loro trasporto emotivo, intimo e spirituale.
                     Non è un punto di arrivo ma un punto fermo,
              una tappa da cui sempre ripartire lungo il cammino della fede con Gesù e con i fratelli.
AUGURI
News15 novembre 2018 Letto 839 volte
dal 15 novembre 2018
 Carissimi
da oggi, 15 novembre 2018,
è attiva una nuova linea telefonica della Parrocchia San Giuseppe Lavoratore.
IL NUOVO NUMERO E': 0783 296719
Al numero è collegata una Segreteria telefonica
sempre accesa alla quale,
se non dovessi rispondere perchè impegnato
in Curia (soprattutto nelle ore del mattino: 9-13)
sia durante altri impegni pastorali,
chi vuole può lasciare un breve messaggio vocale.
 
Sarà mia premura richiamare al più presto.
Grazie.
 
Approfondimenti22 novembre 2014 Letto 11899 volte
calendario servizio liturgico dei ministri della Parola

In allegato il NUOVO turno dei lettori per i MESI di GENNAIO-APRILE 2021 

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