ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

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Articoli
News27 maggio 2020 Letto 31 volte
Il provvedimento pontificio dopo la visita apostolica degli inviati del Papa
 

Fr. Enzo Bianchi deve lasciare la comunità monastica di Bose, che egli stesso ha fondato a metà degli anni '60 del secolo scorso.

Questa la decisione maturata al termine della Visita Apostolica indetta dalla Santa Sede e che ha concluso, dopo sei mesi, l'ispezione atta a verificare l’andamento della vita comunitaria nel momento di un passaggio che non può non essere delicato e per certi aspetti problematico per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità, la gestione del governo e il clima fraterno.

Il riferimento era al cambio alla guida della comunità con fratel Luciano Manicardi subentrato al fondatore nei primi mesi del 2017.

Una convivenza rivelatasi complicata per la difficoltà del nuovo priore a esercitare la propria autorità senza interferenze da parte di una personalità così forte come quella di Bianchi. Il provvedimento, a forma delcardinale Pietro parolin, Segretario di Stato e approvato in forma specifica dal Papa, è stato comunicato, nei giorni scorsi, agli interessati dal padre Amedeo Cencini, nominato Delegato Pontificio con pieni poteri ad Nutum Sanctae Sedis, che era accompagnato dal Segretario della Congregazione per i religiosi, padre José Rodriguez Carballo e dall'arcivescovo di Vercelli mons. Marco Arnolfo, prevede che Enzo Bianchi debba trasferirsi in altro luogo, decadendo da tutti gli incarichi attualmente detenuti. Con lui partiranno anche fr. Goffredo Boselli, fr. Lino Breda, suor Antonella Casiraghi.

La decisione è stata accolta con amarezza da Bianchi.

A svolgere la Visita Apostolica, su preciso mandato pontificio, sono stati dom Guillermo León Arboleda Tamayo, Abate presidente della Congregazione Benedettina Sublacense-Cassinese, padre Amedeo Cencini Consultore della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica e madre Anne-Emmanuelle Devêche, Abbadessa di Blauvac.

Nel gennaio scorso in una nota, commentando la Visita Apostolica i fratelli e le sorelle di Bose avevano espresso sincera gratitudine al Santo Padre Francesco per questo segno di vicinanza e di sollecitudine paterna, che intende aiutare, secondo quanto da Lui stesso scritto in occasione del 50° anniversario della fondazione,

"a meditare più intensamente - avevav suggerito Francesco - sulla vostra chiamata e sulla vostra missione, affidandovi allo Spirito Santo per avere saldezza e coraggio nel proseguire con fiducia il cammino e a perseverare nell’intuizione iniziale". Evidentemente l'illustre fondatore di Bose non è riuscito a seguire la linea precisa offerta dal Papa per poter rientrare in una convivenza pacifica coi nuovi superiori monastici. L'epilogo amaro di tutta la  vicenda getta un'ombra pesante sulla discutibile personalità del monaco fondatore.  Enzo Bianchi, autore di numerosissimi saggi e articoli, è personaggio certamente carismatico e dirompente: amato e idolatrato da larghe frange della Chiesa cattolica e protestante, negli anni è stato anche osteggiato e mal sopportato da tanti ambienti cattolici per lo stile personalistico, pesante, autoritario così poco evangelico. Si è sempre mosso con assoluta ed eccessiva libertà, sottoponendo tutto e tutti alla sua vibrante visione ecclesiologica, accusata di parzialità, radicalismo e ideologismo protestantico.

Dall'alto dei suoi 77 anni, dopo aver pontificato a destra e a manca, è curioso che sia stato proprio il Pontefice a chiedergli di ritirarsi dalla scena  per sistemarsi, forse, in una delle comunità da Lui fondate a Ostuni, Assisi, Cellole-San Gimignano, Civitella San Paolo, Gerusalemme. Certamente non potrà più risiedere a Bose, visto che non è stato capace di andare oltre una gestione fin troppo personalizzata della sua tanto amata creatura.

 

 

News23 maggio 2020 Letto 19 volte
Per la prima volta, dopo la Riforma Liturgica, sarÓ celebrata non nella Settimana Santa ma nel tempo di Pasqua!
Dopo aver consultato il Collegio dei Consultori che, a suo tempo, propose di non celebrare (a causa del divieto governativo per arginare la diffusione del Coronavirus) la Messa Crismale  la mattina del Giovedì Santo, tra la fine della Quaresima e l'inizio del Triduo pasquale, entrati ormai in una Fase nuova di questa pandemia, mons. Arcivescovo ha deciso di celebrare la solenne Messa Crismale GIOVEDI' 28 maggio 2020, con inizio alle ore 10, nella nostra Cattedrale. 
 
In allegato troverete le indicazioni per la celebrazione che vedrà la partecipazione di tutti i sacerdoti diocesani e religiosi, dei diaconi e seminaristi attorno al Pastore Diocesano mons. Roberto Carboni.
 
News18 maggio 2020 Letto 89 volte
Senza trombe e schiamazzi, riprendiamo le nostre celebrazioni
Carissimi fratelli e sorelle
finalmente giungono i giorni che la Provvidenza ha pensato per noi: dal 18 maggio potremo di nuovo incontrarCi
per fare Chiesa,
per pregare insieme,
per celebrare la Santa Eucaristia.
 
Lo faremo secondo le Norme che i nostri vescovi e il Governo italiano hanno stilato e che sono contenute nell'allegato Protocollo.
 
Ricordo di osservare tutt e singole le NORME che sono ben riassunte anche negli altri allegati.
 
Insisto perchè TUTTI all'ingresso in Chiesa igienizzino le mani (anche se avessero i guanti);
CHI non ha la mascherina NON potrà fare ingresso in Chiesa.
Qualora uno tentasse di entrare in Chiesa senza la Mascherina saròàmio dovere INTERROMPERE immediatamente la Messa.
 
La Nostra Chiesa, grazie a Dio è abbastanza ampia:
Nella Cappella ci stanno fino a 28 fedeli.
Nella Chiesa Grande abbiamo calcolato: che ci possano stare fino al numero massimo consnetito dalla Legge e cioè 130 fedeli.
 
Per la Comunione bisognerà venire dal corridoio centrale in fila indiana (uno dietro l'altro), mantendo la distanza così come è segnata per terra.
suggerisco di venire sempre con un po di anticipo.
 
GRAZIE
una abbraccio virtuale ma non meno affettuoso e sincero a tutti. 
 
News10 maggio 2020 Letto 46 volte
per il momento solo gli Uffici del Vicario Generale, la Cancelleria e l'Economato Diocesano
La Fase 2 della Pandemia da Coronavirus tocca anche la vita della nostra Comunità Ecclesiale Arborense. 
Lentamente e gradualmente riprendiamo la nostra vita diocesana e parrocchiale.
In Allegato il comunicato stampa in merito alla riapertura di alcuni Uffici a servizio delle parrocchie: il Vicario Generale, il Cancelliere e l'Economo saranno a disposizione in questa primissima fase, gli altri uffici apriranno al più presto.
Per accedere agli uffici è obbligatorio rispettare le norme sulla distanza e sulla prevenzione del contagio (igienizzazione delle mani e mascherina) che i protocolli nazionali prevedono.
 
 
News7 maggio 2020 Letto 28 volte
lettera di mons. Roberto Carboni
 Oristano 6 maggio 2020 

Sorelle e fratelli carissimi

Il nostro Arcivescovo mons. Roberto Carboni, con un gesto di affetto e squisita sensibilità pastorale, ha voluto indirizzare una lettera ai bambini e ai ragazzi che in questo tempo pasquale avrebbero dovuto celebrare i sacramenti della Confessione, della Prima Comunione e della Cresima.

A questo gesto paterno e delicato rispondiamo con gratitudine: continuiamo a pregare per i nostri pastori, per le famiglie e soprattutto per i bambini e gli adolescenti della nostra comunità parrocchiale.

 

 in allegato il testo della lettera arcivescovile

News23 aprile 2020 Letto 40 volte
in attesa che finisca il tempo della quarantena forzata in casa
 

 

Sia lodato Gesù Cristo!

Sorelle e fratelli,

la grazia del Signore nostro Gesù Cristo che ha vinto la morte ed è risorto glorioso sia sempre nei vostri cuori e nelle vostre famiglie.

Se Dio è con noi chi sarà contro di noi? diceva san Paolo ai cristiani di Roma.

Questa tremenda epidemia che ci ha costretti nelle nostre case allontanandoci dall’assemblea liturgica, dalla vita ecclesiale e sociale ci dicono stia per finire.

Il Coronavirus ha fiaccato la nostra resistenza, ha messo in crisi le nostre certezze, ha disseminato di morti e di dolore tutta l’Italia e il mondo intero, ha chiesto un sacrificio enorme a livello economico e sociale, ci ha fatto soffrire enormemente eppure non ci ha distrutti. Tante voci, ufficiali e meno, dicono che sta per cessare questa lunga quarantena: stiamo uscendo fuori dal tunnel, presto ci rialzeremo. Dicono però che prima che la situazione riprenda una parvenza di normalità, dovremmo tutti attraversare una sorta di terra di mezzo, ci sarà cioè un tempo più meno lungo di rientro alle attività, sarà un tempo molto delicato perché il Coronavirus rimane in mezzo a noi, solo un adeguato vaccino potrà garantirci salute e protezione. Fin a quel momento le attività dovranno per forza riprendere gradualmente. Anche per ciò che riguarda la vita festiva e feriale, e tutte le attività della nostra comunità parrocchiale.

In questa logica appena sarà decisa la data della conclusione di questa prima fase, dopo aver ascoltato le autorità di governo e il nostro vescovo, decideremo le modalità per i nostri incontri liturgici e pastorali.

In ogni caso, tenuto conto che le Autorità di governo hanno deciso che le scuole non riapriranno se non nel mese di settembre (e cioè dopo la pausa estiva), mi è sembrato opportuno (dopo un primo confronto col Consiglio Pastorale e con il gruppo dei Catechisti) decidere che tutte le tappe dei sacramenti (Matrimoni, Battesimi, Cresime, Prime Comunioni e Prime Confessioni) siano rinviate a data da destinarsi, non prima che sia passata tutta l’estate.

Attendiamo le norme che mons. Arcivescovo vorrà emanare.

Nel frattempo continuo ad assicurare la mia preghiera affettuosa e quotidiana per tutte le famiglie della parrocchia e per tutti i fedeli della nostra comunità. In questa durissima quarantena, ogni giorno ho pregato per voi, ho celebrato la Santa Messa, la Liturgia delle Ore e tutti i riti della Quaresima e della Pasqua sempre da solo ma in comunione con tutti voi: vi ho sentito vicini e partecipi, non mi sono mai sentito davvero solo. Di questo e di tutto il vostro affetto Vi ringrazio, in attesa di riabbracciarvi. Un affettuoso pensiero a tutti gli anziani, malati e poveri.

News19 aprile 2020 Letto 41 volte
seconda domenica di Pasqua: in Albis
 

Durante questa settimana, molte letture hanno ricordato le apparizioni di Gesù Risorto a chi, nella vita terrena, gli era stato accanto: Maria Maddalena; Pietro e Giovanni, i discepoli di Emmaus, gli Undici, ai quali appare più di una volta e in diversi luoghi.
Ora, a conclusione dell’Ottava di Pasqua, si celebra la Domenica in Albis (domenica in cui le bianche vesti vengono deposte), definita così perché, un tempo, quando i Battesimi avvenivano solo durante la Veglia pasquale, i neofiti (cioè coloro che avevano ricevuto i sacramenti) erano tenuti a indossare la tunica bianca per tutta la settimana.

Questa domenica è anche chiamata della Divina Misericordia Dall’anno 2000, questa domenica è dunque anche la festa della Divina Misericordia, istituita da Giovanni Paolo II. La richiesta fu fatta direttamente da Gesù, in tante apparizioni a Suor Faustina Kowalska (1905-1938, Polonia), canonizzata proprio da Papa Wojtyla, nel 2000.
La Santa proveniva da una famiglia molto umile ed aveva studiato poco e, dopo aver lavorato come domestica presso alcune famiglie benestanti, a 20 anni entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Diamo uno sguardo alla Liturgia della Parola di oggi.

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News13 aprile 2020 Letto 48 volte
Un Giorno Santo che non pu˛ essere contenuto ma coinvolge il nostro tempo e la nostra storia
 OTTAVA DI PASQUA 

La Celebrazione della Pasqua si sviluppa come un unico grande giorno composto da cinquanta giorni: per le sette settimane che si sono aperte domenica e culmineranno con la Pentecoste: una settimana di settimane, dunque, la prima delle quali vale come una domenica lunga sette giorni (detta appunto Ottava di Pasqua).

La Domenica di Pasqua e i sette giorni successivi sono un momento speciale per gioire della gloria della Resurrezione

L’Ottava di Pasqua è una delle celebrazioni liturgiche meno note nella Chiesa cattolica. Include la Domenica di Pasqua e i sette giorni seguenti, culminando nella celebrazione della Domenica della Divina Misericordia (meglio nota come Domenica in Albis).

A partire almeno dal III o IV secolo, i cristiani hanno iniziato a estendere alcune feste oltre il giorno iniziale. Ciò significava che le gioiose celebrazioni della Domenica di Pasqua venivano prolungate e duravano otto giorni pieni. I cristiani trattavano infatti ogni giorno dell’Ottava come se fosse la Domenica di Pasqua. Questa tradizione è stata conservata dal rito romano e da molti dei riti orientali, in cui le letture e gli atti liturgici di ogni giorno imitano ciò che è accaduto la Domenica di Pasqua. Il Messale Quotidiano di Sant’Andrea spiega il legame tra l’Ottava di Pasqua e i nuovi membri battezzati della Chiesa cattolica:

L’Ottava di Pasqua, durante la quale in precedenza non si svolgeva alcun lavoro servile, era una festa continua. Ogni giorno, i neofiti assistevano alla Messa [in una chiesa diversa di Roma] e ricevevano la Santa Comunione. La sera si recavano a San Giovanni in Laterano per l’ufficio dei Vespri.

I neofiti che avevano ricevuto i sacramenti dell’Iniziazione cristiana durante la solenne Veglia di Pasqua indossavano la veste battesimale durante l’intera Ottava. Per questo motivo la seconda Domenica di Pasqua era chiamata Dominica in Albis (deponendis), domenica per deporre (mettere da parte) l’abito bianco.

Se queste particolari tradizioni battesimali non vengono più praticate dalla Chiesa cattolica, l’Ottava di Pasqua resta un momento di celebrazione per i fedeli di tutto il mondo, e vuole essere un periodo gioioso per rimanere ancorati alla bellezza della Resurrezione del Signore. È un momento per festeggiare, lodare Dio e godere della compagnia di familiari e amici. Sono passati i giorni del digiuno quaresimale! (Anche l’astinenza settimanale del venerdì, che molti cattolici praticano tutto l’anno, viene sospesa il Venerdì di Pasqua). È il momento di fare festa: CRISTOS ANESTI…!

News12 aprile 2020 Letto 50 volte
celebriamo la Pasqua di Ges¨ e la nostra Pasqua

 BUONA PASQUA: celebriamo nella gioia la vittoria di Cristo sulla morte... non solo sulla Sua morte in croce... ma anche sulle nostre morti.

 
 

Siamo chiamati a rinascere a vita nuova,

a risvegliarci dal sonno opprimente,

ad alzarci di nuovo in piedi.

 

Nella Messa del giorno di Pasqua

un bellissimo brano evangelico, tratto da san Giovanni,

che fa riferimento al sepolcro vuoto.

Il segno della Risurrezione è un sepolcro vuoto,

ordinato e pulito ma pure vuoto.

Cristo è risorto:

la morte non è riuscita a trattenerlo,

non ha potere su di Lui

e non avrà potere neppure suoi suoi discepoli.

Coraggio, allora,

manifestiamo nella vita

la forza della risurrezione

 

Alleluia!

 

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News11 aprile 2020 Letto 39 volte
mentre Cristo riposa nel sepolcro... la Chiesa attende che il Pastore delle pecore si risvegli e si rialzi! Nella Veglia celbriamo la vittoria!
 

Il Sabato santo celebra il mistero della sepoltura: quel sepolcro vuoto, che prepara il trionfo al di là di tutte le apparenze, sottolinea nel cristianesimo l’importanza della speranza.

Mattina  e pomeriggio di silenzio e di preghiera. 

La Chiesa tace e attende.

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