ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Telefono fisso: 0783/296719  

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

PEC: toninozedda@pec.virgilio.it  

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Articoli
News10 aprile 2020 Letto 41 volte
GESU' DIVINO PAZIENTE, ABBI PIETA' DI NOI
 

Venerdì della Passione

 

del Nostro Signore Gesù Cristo

 

 

Per le sue piaghe siamo stati guariti. I profeti descrivono la figura del Servo del Signore mentre attua la sua missione di liberare il popolo oppresso dai peccati. E' come un agnellino innocente, carico dei peccati della sua gente, che si lascia condurre in silenzio al macello. Proprio dalla sua morte, liberamente accettata, sgorga la liberazione dell'umanità. Cristo crocifisso è il vero agnello immolato, con il suo sacrificio offerto una volta per tutte rende la suprema testimonianza al mondo dell'infinito amore del Padre che vuole ricreare proprio per il sangue versato dal Figlio suo la nuove ed eterna alleanza.

 

 Una morte per la vita.

E' una passione gloriosa quella di Cristo: l'apparente sconfitta si rivolge in una prodigiosa vittoria sulla morte e sul peccato, diventa la fonte della vera vita. Gesù stesso l'aveva predetto: Quando sarò innalzato sulla Croce, attirerò tutti a me. La Chiesa  invoca Cristo crocifisso per tutte le necessità del mondo, prega particolarmente per l'unità dei cristiani perché la croce, ancora una volta svela la drammaticità delle divisioni. Si divisero la mie vesti, sulla mia tunica gettarono la sorte. Quest'anno vogliamo pregare in modo particolare per tutti sofferenti e defunti a causa della pandemia.

 

 

Guarderanno a colui che hanno trafitto. Il rifiuto di un popolo riassume le ostilità, l'incredulità, l'avversione dell'uomo di ogni tempo nei confronti della verità, della giustizia, dei valori sacri ed inviolabili dati da Dio. Il gesto dell'adorazione della croce diventa l'umile riconoscimento delle proprie colpe e l'esplicita affermazione nella fede che Cristo per la sua croce ci ha redenti, il riconoscimento della sua regalità e l'impegno a vivere nell'obbedienza a Dio. Solo così la nostra adorazione porterà frutti salutari di conversione.

 

1. In questo giorno in cui Cristo nostra Pasqua è stato immolato, la Chiesa con la meditazione della Passione del suo Signore e Sposo e con l'adorazione della Croce commemora la sua origine dal costato aperto di Cristo, che riposa sulla Croce, e intercede per la salvezza di tutto il mondo. 

 

2. In questo giorno la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l'Eucaristia; quest'anno poi tutti siamo invitati a partecipare dalle nostre case, a guardare attraverso le immagini televisive che ci giungono da Roma (da Papa Francesco) o da Oristano (dal nostro vescovo), siamo chiamati a unirci alla preghiera della Chiesa.

La santa Comunione viene distribuita solo in via spirituale.

Il Venerdì della Passione del Signore è giorno di penitenza obbligatoria in tutta la Chiesa, da osservarsi con l'astinenza e il digiuno.

 

In questo giorno sono strettamente proibite le celebrazioni dei sacramenti, eccetto quelli della Penitenza e dell'Unzione degli infermi. Le esequie siano celebrate senza canto e senza il suono dell'organo e delle campane.

 

 Si raccomanda che l'Ufficio della lettura e le lodi Mattutine di questo giorno siano celebrati da tutti i fedeli e dai sacerdoti.

 

Si faccia la celebrazione della Passione del Signore nelle ore pomeridiane e specificamente circa le ore quindici nel pomeriggio.  

 

Si rispetti religiosamente e fedelmente la struttura dell'azione liturgica della Passione del Signore (Liturgia della Parola, Adorazione della Croce e santa Comunione), che proviene dall'antica tradizione della Chiesa. A nessuno è lecito apportarvi cambiamenti di proprio arbitrio.

 

Per quanto è possibile non trascuriamo Via Crucis, da celebrare in casa coi nostri parenti e amici oppure seguendo quella del Papa da Piazza San Pietro o quella dell'Arcivescovo dalla chiesa di San Francesco ikn Oristano.

 

 
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News9 aprile 2020 Letto 58 volte
Significato e celebrazione in comunione spirituale
 Per passare dal buio della nostra vita alla luce della Sua Pasqua

 Il Triduo Pasquale è il centro di tutto l’Anno Liturgico e non c’è celebrazione più importante di questa per noi cristiani.

 

Celebreremo anche quest’anno l’atto di obbedienza per il quale siamo stati salvati, il gesto d’amore che ci ha ridato la Vita per sempre!

 

Durante il Triduo Pasquale non rievochiamo un avvenimento del passato a modo di commemorazione, come si può fare per qualsiasi evento tragico, ma celebriamo la passione, morte e resurrezione del Signore Gesù a modo di Mistero. L’evento della crocefissione, agonia, morte e resurrezione di Gesù, si riattualizza, si rende presente negli effetti salvifici. Per mezzo della celebrazione del Triduo Pasquale l’evento della nostra salvezza diviene contemporaneo a noi e noi a lui.

 

Attraverso catechesi e tempi di preghiera personale e comunitaria ci prepariamo a comprendere e accogliere la salvezza di Gesù Cristo che dà la vita per noi.

 

Comprende il Venerdì santo, il Sabato santo e la Domenica di Risurrezione. Dato però il carattere pasquale della Cena del Signore, entra nella celebrazione del Triduo anche la Messa vespertina del Giovedì santo.

 

La Domenica di Pasqua è insieme l’ultimo giorno del Triduo, e il primo del tempo di Pasqua. Il grande Triduo costituisce il cuore delle celebrazioni pasquali e di tutta la vita ecclesiale.

 

I tre giorni presentano successivamente i vari aspetti del Mistero:

 

Il Venerdì santo celebra la Passione, che culmina, nella morte: ci fa vedere Cristo che ha assunto su di sé il nostro tragico destino, fino a caricarsi sulle spalle i nostri peccati.

 

Il Sabato santo celebra il mistero della sepoltura: quel sepolcro vuoto, che prepara il trionfo al di là di tutte le apparenze, sottolinea nel cristianesimo l’importanza della speranza.

 

La notte e il giorno di Pasqua presentano il culmine dell’evento pasquale: il trionfo di Cristo sulla morte, che conferisce a tutto il messaggio evangelico il suo carattere decisamente positivo di gioia e di vittoria.

 

L’unità del Triduo, che salda i giorni in un’unica celebrazione, sottolinea di riflesso l’unità del Mistero: nella Pasqua di Cristo, morte e risurrezione sono inseparabili, perché la novità di vita scaturisce dall’immolazione redentrice. Se ci si lascia pienamente coinvolgere nelle celebrazioni di questi giorni, lo sguardo della fede si rinnova: si può misurare allora lo splendore della grazia, e comprendere l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del sangue che ci ha redenti (orazione II domenica di Pasqua). E con la fede, si rinnova tutta l’esistenza: si cammina ‘in novità di vita’ (Rm 6,4), come in un mattino di primavera.

 

Il Triduo pasquale è dunque un tutto profondamente unitario: celebrare il Triduo pasquale in pienezza comporta il partecipare a tutti i riti previsti, senza sottrazione. È decisivo percepire l’intreccio inscindibile dei tre aspetti del mistero di Cristo: “Crocifisso-Sepolto-Risorto” (S.Agostino); ciascuno richiama e implica gli altri. Si tratta di una morte, ma “gloriosa”; di una discesa (agli inferi), ma “elevante”; di una risurrezione, ma dell’Agnello immolato, che con i segni della passione vive immortale.

 

 

 

Triduo Pasquale

 

 

Il Triduo della Passione e della Risurrezione del Signore risplende al vertice dell'anno liturgico, poiché l'opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per mezzo del mistero pasquale, col quale, morendo, ha distrutto la nostra morte, e risorgendo, ci ha ridonato la vita. La preminenza di cui gode la domenica nella settimana, la gode la Pasqua nell'anno liturgico.  Nella Messa vespertina di questo giovedì Santo facciamo memoria della Cena Pasquale che precedette la Passione, Gesù inaugura la Nuova ed Eterna Alleanza nel suo sangue: quest'anno non possiamo celebrare il segno eloquente della lavanda dei piedi: Gesù volle lavare i piedi dei discepoli e ordinò ai disceoli di fare altrettanto.

 

 

 
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News2 aprile 2020 Letto 70 volte
Dopo le norme emanate dall'Arcivescovo di Oristano... Ecco gli adattamenti per la nostra parrocchia
 

DOPO LE NORME PER LE CELEBRAZIONI LITURGICHE

 

 

DELLA SETTIMANA SANTA 2020 emanate da

 

 

Sua Ecc.nza Rev.ma Mons. ROBERTO CARBONI

Arcivescovo Metropolita di Oristano


Ecco gli adattamenti per la nostra Comunità parrocchiale

 

Sorelle e fratelli,

la Quaresima volge al termine, stiamo per entrare nei giorni più santi dell’Anno Liturgico: dalla domenica delle Palme celebreremo e perciò rivivremo i misteri della nostra fede :  dall’ingresso di Gesù a Gerusalemme, fino alla notte della Cena pasquale, al Getsemani, faremo memoria dell’arresto e del processo a Gesù, la sua condanna, la passione e la morte in Croce, lo seguiremo nel sepolcro e lo rincontreremo nel giardino di Pasqua con le donne e nelle strade verso Emmaus coi discepoli.

In continuità con i giorni della Quaresima, vissuti in clima di digiuno dalle celebrazioni comunitarie, anche per la Settimana Santa ci viene richiesto di viverla nella diaspora fisica, ciascuno nelle proprie famiglie: so che è un sacrificio, so che sarà una Pasqua diversa da tutte le altre, pur non potendo incontrarci insieme, fare assemblea, costituirci come popolo santo di Dio, siamo chiamati nondimeno a sintonizzarci con la Chiesa sparsa nel mondo, siamo chiamati a vincere la distanza e a trovarci uniti al Papa che guida la Chiesa intera, col nostro Vescovo che presiede l’assemblea diocesana e con tutte le comunità raccolte dai rispettivi pastori: siamo inviati a fare Pasqua e a fare chiesa insieme lontani ma in comunione gli uni gli altri: senza questa comunione non può esserci celebrazione né Pasqua.

Durante la Quaresima, abbiamo sperimentato restrizioni e distanze, abbiamo cercato di crescere nella comunione e nella fraternità ritrovandoci uniti nella preghiere e nel sentire ecclesiale: come vostro parroco ho celebrato ogni giorno la Santa Messa, senza la presenza fisica del Popolo di Dio, non vi nascondo che è stato molto difficile e impegnativo superare le distanze e cercare ugualmente la comunione spirituale con ciascuno di voi: alcuni confratelli parroci arborensi  hanno offerto la celebrazione della Messa (e di altre preghiere, come rosari, Via Crucis, adorazione eucaristica etc) in diretta tramite Facebook o talvolta in streaming nel canale Youtube. Io ho preferito non cimentarmi in questa nuova metodologia che possiede, indubbiamente, tanti aspetti positivi anche psicologici e affettivi, e l’esempio delle dirette televisive (della Rai o di altre reti) della Messa domenicale (penso soprattutto ai malati e agli anziani) o degli interventi del Papa lo testimoniano da decenni. Anche la riscoperta della Comunione Spirituale come strumento altissimo di preghiera è una realtà molto positiva.

Ho deciso di proporre ogni giorno un piccolo pensiero sulla liturgia della Parola quotidiana che ho trasmesso su tutte le pagine wathzapp dei gruppi parrocchiali e una piccola rubrica di catechesi per i ragazzi e le loro famiglie. Non è molto ma ho cercato di farlo con impegno e costanza.

Ed ecco giungere i giorni della Settimana Santa,

dopo aver riflettuto e pregato, ho voluto chiedere il parere ai membri del Consiglio pastorale parrocchiale e del Consiglio per gli Affari Economici e di altri collaboratori

ho deciso, seguendo anche le indicazioni, della Congregazione per il Culto Divino, dei vescovi italiani e del nostro arcivescovo di proporre a tutta la comunità di San Giuseppe lavoratore di celebrare i riti della Settimana Santa, (la domenica delle Palme e poi il Triduo sacro), stando nelle vostre case, con le vostre famiglie. Vi chiedo di seguire, di partecipare con impegno e senso di fede ai riti presieduti da Papa Francesco e proposti in diretta televisiva dalla Rai e da SAT200, che si terranno nella Basilica di San Pietro in Vaticano (secondo gli orari descritti più avanti); oppure sarebbe bello partecipare alle celebrazioni dell’Arcivescovo mons. Roberto Carboni, che saranno anch’esse trasmesse in diretta dalla emittente locale SuperTv, nel canale 605 del digitale terrestre.

Questa proposta nasce da un semplice ragionamento che ho fatto: in caso di diretta sul mio canale Facebook moltissimi membri della nostra comunità, soprattutto i malati e gli anziani che magari non hanno un profilo Fb e hanno difficoltà nell’uso dei social, di fatto sarebbe stati esclusi ugualmente. Queste stesse persone invece possono facilmente seguire (e di fatto seguono) le trasmissioni della TV.

Di fatto io continuerò ogni giorno (e anzi cercherò di migliorare) le riflessioni bibliche e la catechesi coi raccontini per i ragazzi, che sto pubblicando ogni giorno, sia sui vari gruppi wathzapp sia sul mio profilo Fb.

 

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News28 marzo 2020 Letto 27 volte
adeguiamo il nostro tempo comunitario
 

 

PIU' LUCE, PIU' LUCE

 

Questa notte, tra sabato e domenica 29 marzo, torna l'ora legale: è necessario dunque spostare le lancette dell'orologio in avanti di un'ora.

A motivo di questo cambiamento dormiremo  un'ora in meno, ma potremo usufruire di un'ora in più di luce: ci sarà un grande risparmio energetico per tutta la società.

 

News29 febbraio 2020 Letto 63 volte
Itinerario comunitario per la Quaresima 2020

 

Ancora una volta, sorelle e fratelli,

il Signore ci offre il Sacro Tempo della Quaresima.

La Quaresima è un’occasione provvidenziale per cercare di operare un rinnovamento interiore profondo. Se noi vogliamo, questo sacro tempo ci prende per mano per farci passare dalla condizione di schiavitù alla riscoperta della dignità di essere figli di Dio. La meta del nostro itinerario sarà necessariamente la riscoperta del Battesimo che celebreremo nella Solenne Veglia di Pasqua alla quale, già da ora, guardiamo con il desiderio più grande di realizzare la nostra vocazione di popolo dei redenti in Cristo: la Pasqua è il cuore dell’intero anno liturgico. Anche quest’anno propongo a tutta la comunità di caratterizzare ciascun giorno della settimana con una dimensione particolare. Ogni giorno della settimana dovrà segnare una tappa significativa nel nostro cammino verso il Risorto, per risorgere con Lui. Numerose saranno dunque le occasioni comunitarie, ma nessuno potrà dire di aver fatto il percorso quaresimale solo partecipando ai momenti parrocchiali; se la Quaresima non ci scuote personalmente, se non ci brucia dentro allora rischia di essere inutile o solo un calendario di devozioni e pie pratiche: la conversione è un atto profondamente personale, deve necessariamente coinvolgermi dentro. Se io non cammino, gli altri non possono trasportarmi o costringermi. Perciò ognuno si impegni a vivere questa concreta Quaresima 2020. Il cammino di ciascuno, sono certo farà bene a tutti!  Buona Quaresima.

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News11 febbraio 2020 Letto 88 volte
una preziosissima occasione di crescita catechistica e formativa
 FEBBRAIO: 
tutti i gruppi di catechismo
impegnati nel vivere la giornata di Ritiro
 

Ormai da alcuni anni nell’azione pastorale della nostra parrocchia,riscontriamo una crescente difficoltà nel convincere i ragazzi (e soprattutto genitori) che la Messa comunitaria della domenica e l’incontro settimanale di catechesi, rivestono una specifica e grande importanza nel cammino del discepolo cristiano, soprattutto per i bambini e i ragazzi che vogliono completare il percorso dell’Iniziazione Cristiana.

Purtroppo la stragrande maggioranza dei bambini e dei ragazzi oggi, (forse più che in altri periodi), si ritrovano oberati da mille impegni scolastici ed extrascolastici: non è raro che al catechismo si ritrovino sempre gli stessi e sempre di meno… anche peggio succede per la Messa della domenica, giorno del Signore e della comunità, in teoria, in realtà giorno dilaniato e defraudato del suo senso spirituale: società sportive e di intrattenimento, non curandosi della formazione integrale dei ragazzi e degli adolescenti ma solo di coltivare i valori sportivi (pure importanti), finiscono per non curare e non favorire uno sviluppo armonico di tutte le componenti della crescita: gli aspetti fisici, affettivi, spirituali e (per chi lo vuole) anche religiosi. Favorire la crescita armonica dei nostri ragazzi non è facile: famiglie e ragazzi spesso si trovano stressati a dover dire di Sì a tutte le agenzie educative e si pretende di semplificare gli itinerari “tagliando ora qui e ora là”, rischiando di non fare nulla di buono ma tutto in modo superficiale.

Quest’ambito e queste problematiche ci hanno fatto riflettere, come operatori educativi, per un rinnovamento profondo della metodologia di lavoro che tenga conto dei vari aspetti. Questa lunga premessa per dire che nella nostra comunità parrocchiale, da molti a questa parte, il gruppo dei Catechisti propongono  per il mese di Febbraio per tutti i gruppi di catechesi) un’intera giornata di ritiro spirituale. Di solito il ritiro viene vissuto nei nostri locali ma, quando riusciamo con sacrificio e molta generosità, a spostarci in altre comunità parrocchiali della città o dell’interland, la giornata diventa davvero preziosissima.

Il RITIRO è un evento di grazia che consente ai nostri bambini e ai ragazzi di stare insieme per 10/12 ore. Gli effetti di questa straordinaria metodologia sono assicurati: il fatto stesso che i ragazzi stiano insieme per tante ore, si conoscano meglio, preghino insieme, consumino il pranzo e dedichino tante energie e attenzione a tematiche che vengono via via approfondite con clama e serenità. Vengono curati i vari aspetti nel solo intento e di creare comunione e favorire la crescita della comunità, i ragazzi si conoscono meglio tra loro e conoscono meglio le catechiste. Anche le celebrazioni sono più intense e intime: di soliti ragazzi dicono: le celebrazioni nel ritiro toccano il cuore, sono indimenticabili. Certo, queste giornate non si possono improvvisare: i catechisti (attingendo dal proprio bagaglio spirituale e di esperienza che viene messo a confronto durante l’immancabile riunione del mercoledì - dalle 19,30 alle 21 -) tutto è preparato a puntino: la tematica, le attività, i materiali; molto importante risulta il coinvolgimento dei genitori, anche se talvolta problematico, ma quando si verifica fa scattare dinamiche nuove e profonde: genitori che conoscono meglio i loro figli e… figli che mostrano ai genitori il cammino di fede che viene a compiersi. Siamo sempre più convinti che questa metodologia sia preziosa: la catechesi ne guadagna assai, i catechisti collaborano, tanti laici impegnati della parrocchia danno una mano per consentire ai ragazzi di trovare un po’ della serenità necessaria per imparare a essere veri discepoli di Gesù.

News24 gennaio 2020 Letto 124 volte
il nuovo organismo, che Ŕ stato eletto il 1 dicembre, oggi inizia il suo ministero di collaborazione e coordinamento pastorale.
 NUOVO CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
2019-2022

Membri di diritto

1. mons. ANTONINO ZEDDA – Parroco e Presidente

2. Ignazio PIRAS  - diacono e collaboratore parrocchiale

3. TERESINA LAI (segretaria parrocchiale)

 

Membri eletti dai vari settori pastorali  (N. 16)

GRUPPO  Catechisti

1. Barbara MARROCCU

2. Fatima CADEDDU

GRUPPO Lettori

1. Brigida SALIS

2. Silvia BERTOLAI

GRUPPO Ministri Straordinari della Comunione

1. Donatella SECCI

2. Giampiero CONTINI

GRUPPO LITURGICO e DECORO della Chiesa

1. Marisa CATTE

2. Zaira PINNA

GRUPPO CARITAS

1. Barbara FLORIS

2. Giovanni GRANELLA

3. Anna Rosaria PUTZOLU

GRUPPO CORI PARROCCHIALI

1. Paolo OBINU  (eletto dal Coro domenicale)

2. Maria Stefania CHERCHI (eletto dal coro del Sabato)

GRUPPO Apostolato della Preghiera e Vocazioni

1. Elda CAPRINO

2. Franca SARAI

GRUPPO AIFO

1. Anna  Rosa MELETTE

 

LAICI Cooptati tra quelli che hanno dato la disponibilità (n. 10)

Famiglia: Alessandro PISTIS e Valeria CUCCU

Famiglia: Pino MURA e Susanna DEPALMAS

Famiglia: Luciano PUTZOLU  e Patrizia MELIS  

Famiglia: Rolando CADELANO e Sara PINNA

Adulti: Pasquale TRIBISONNA, Mariella URAS

News9 gennaio 2020 Letto 183 volte
per i mesi di Gennaio-Maggio 2020
Nello spazio apposito del sito
troverete il Nuovo Turno dei Lettori per i prossimi mesi.
 
buon ministero e buona preparazione.
GRAZIE
News27 novembre 2019 Letto 185 volte
catechesi biblica comunitaria: il nostro patrono SAN GIUSEPPE
SECONDA CATECHESI BIBLICA SU
Giuseppe: uomo che  attende!
 
Giovedì 12 dicembre 2019 ore 19
Salone Parrocchiale in Via Cairoli n. 38
con la guida di suor Nolly F.d.S.G.
 
 
NON MANCATE
 
News19 novembre 2019 Letto 155 volte
In seguito alla decisione del Consiglio Pastorale
 Finalmente anche la nostra Parrocchia ha la sua Caritas.
Dopo la decisione maturata in seno al Consiglio Pastorale nell’ultima riunione del 16 settembre scorso, la nostra parrocchia ha deciso che era ormai giunto il tempo anche per noi di dotarci di questo importantissimo organismo pastorale, istituito per animare la parrocchia, con l'obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza, non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, costitutiva della nostra comunità parrocchiale. L’idea stessa di Caritas parrocchiale esige, pertanto, che la nostra parrocchia sia sempre di più una comunità di fede, preghiera e amore. Questo significa che non può esserci Caritas dove non c’è comunità, si tratta di investire le poche o tante energie della Caritas parrocchiale nella costruzione della comunità di fede, preghiera e amore. La testimonianza comunitaria della carità infatti è la meta da raggiungere e il mezzo, (o almeno uno dei mezzi), per costruire la comunione. L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità».
Cosa ci si aspetta dalla Caritas parrocchiale?
Ogni parrocchia, che è volto della Chiesa, concretizza la propria missione attorno all’annuncio della Parola, alla celebrazione della Grazia e alla testimonianza dell’Amore scambievole. È esperienza comune che ci siano, in parrocchia, una o più persone che affiancano il parroco nella cura e nella realizzazione di queste tre dimensioni. Sono gli operatori pastorali, coloro che fanno concretamente qualcosa. Dopo il Concilio Vaticano II, la pastorale si arricchisce di una nuova figura: colui che fa perché altri facciano, o meglio, fa, per mettere altri nelle condizioni di fare: È l'animatore della pastorale della carità.
La Caritas parrocchiale, presieduta dal parroco don Tonino e diretta dal nostro diacono permanente Ignazio, è costituita da alcune persone di buona volontà disposte a collaborare sul piano dell'animazione e della testimonianza della carità.
La nostra Caritas vuole essere come il braccio operativo della comunità per il servizio dei poveri. L’obiettivo principale è guardarsi attorno, nel territorio della nostra parrocchia, per scovare concretamente i bisogni, le risorse e le emergenze – e realizzare percorsi di carità, solidarietà nei confronti dei bisognosi, di tutti i bisognosi. È urgente un cambiamento concreto negli stili di vita ordinari dei singoli e della comunità: abbiamo bisogno di occhi nuovi per vedere le necessità dei tanti fratelli in ambito ecclesiale e civile.

Ci presentiamo con mani e cuori aperti per ricevere dai nostri parrocchiani i frutti della carità (alimenti, denari, abiti e medicinali da banco) che verranno conservati nella sede parrocchiale della Caritas.
Una volta allestita la sede pubblicheremo una sorta di calendario che indicherà i giorni di apertura ai bisognosi: un giorno alla settimana in orario che verrà comunicato e poter restituire così ai bisognosi ciò che la carità di tutti ha messo nelle nostre mani. La Giornata Mondiale del Povero, istituita da papa Francesco e giunta alla terza edizione, celebrata domenica 17 novembre, ha segnato per la nostra comunità il battesimo del Gruppo Caritas San Giuseppe. Possiamo contare su un piccolo gruppo di animatori della carità (diacono Ignazio, Teresina, Barbara, Zaira, Maria Rita, Giovanni e Anna), su una sede parrocchiale piccola ma accogliente dove raccogliere e i frutti della carità; ora rimane la gara di solidarietà e di amore che, come negli anni scorsi, siamo certi caratterizzerà il piccolo gregge della nostra comunità parrocchiale.
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