ARCIDIOCESI di
Oristano
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Categoria: News
domenica 5 febbraio 2017
PER MEDITARE LA PAROLA DI DIO DI QUESTA DOMENICA
Ges¨ Cristo Ŕ il sale che da sapore e la luce che ci illumina
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La parola di Dio di questa domenica V del Tempo Ordinario ci invita a ripensare la nostra vita cristiana. Le esteriorità, il formalismo, le buone maniere ma anche certi sacrifici e rinunce servono a poco se non trasformano il nostro cuore e lo indirizzano verso il vero bene. Spesso ci troviamo di fronte a drammi e a situazioni difficili e ci dobbiamo confrontare con esse e trovare risposte adeguate. Lasciamoci guidare dalla parola di Dio di questa domenica. Domandiamoci sinceramente quando l'uomo si illumina d'immenso, dei veri ed autentici valore della vita? La risposta la troviamo nella prima lettura: quando iniziamo a fare il bene e lo facciamo non con le parole e i discorsi astratti, ma con azioni concrete, come quelle che vengono indicate dal profeta Isaia: dividere il pane con l'affamato, ospitare in casa chi non ha abitazione o è straniero, vestire chi non ha panni per coprirsi. Sono alcune delle opere di misericordia corporale che tutti dobbiamo praticare, senza andare molto lontano, guardandoci attorno per vedere chi ha realmente bisogno del nostro aiuto e della nostra solidarietà in parrocchia e nel quartiere. Fatto questo primo passo di carità concreta, colui che ha fede ed è docile alla parola del Signore va oltre e non si arresta davanti al progetto di bene che si presenta al suo orizzonte, fatto di vera conversione del cuore e della vita. Infatti per attuare una vera conversione interiore, non bisogna solo pregare che ci pensi Dio ma bisogna operare in modo da togliere di mezzo l'oppressione, eliminiamo allora ogni forma di calunnia, di condanna, di umiliazione e di offesa verso i nostri fratelli. Sullo stesso tono è il salmo 111, uno dei più significativi da un punto di vista etico e sociale. Nel salmo viene ricordato che è felice l'uomo che dà le sue cose e se stesso con generosità agli altri. Egli sarà una persona forte e non deve temere nessuna notizia brutta, in quanto quello che succede lo legge alla luce della fede; il suo cuore sarà saldo e sicuro e la sua carità verso i poveri abbondantemente ricambiata dal Signore.
Nel vangelo di questa domenica Gesù ci presenta due esempi di vita quotidiana per farci capire di che pasta dobbiamo essere, cioè persone motivate, capaci di dare sapore alle cose e significato ad ogni azione. Tutti conosciamo l'importanza del sale per dare sapore al cibo. Il sale è indispensabile per la salute, ma può anche diventare pericoloso se è eccessivo. Ci vuole una giusta misura! Ma quale è la dose giusta? Nel vangelo il sale è assunto da Gesù per stimolare l'iniziativa verso il bene da parte di ogni cristiano, seriamente intenzionato a camminare verso la santità, a rinnovare il proprio ambiente e il proprio mondo, donando molto agli altri, piuttosto che attendendo molto dagli altri. Infatti se non valorizziamo le nostre capacità e non le mettiamo a servizio degli altri, rischiamo di diventare insignificanti, di non dire e non dare più nulla. Fatto estremamente pericoloso in quanto c'è il rischio di isolarsi e di non incidere più sulla vita delle relazioni umane. Stesso discorso, con l'altro esempio che Gesù porta, riguardante la luce, che come ben sappiamo serve ad illuminare. E per illuminare è necessario collocare qualsiasi fonte di luce in alto. E' dall'alto che si diradano i raggi per fare luce nella casa o nelle abitazioni, dove sostano le persone, per conoscersi, parlare, comunicare. Il buio mette sempre preoccupazione e angoscia, la luce invece favorisce la conoscenza e il dialogo tra le persone. Alla fine dei conti, il Signore vuole richiamarci a un impegno semplice ma essenziale: quello di dare una buona testimonianza nella vita. E se le persone, come è risaputo, hanno doni e carismi, non possono essere messi a tacere o nasconderli, ma devono evidenziarsi per il bene di tutti e per la crescita di tutti. Gesù ci raccomanda una cosa molto importante da tenere seriamente in considerazione nella nostra vita cristiana: "far risplendere la luce della grazia, della misericordia, della bontà di Dio davanti a tutti gli uomini, perché vedano le opere buone dei cristiani e tutti rendano gloria al Padre nostro che è nei cieli". In poche parole, si tratta di fare il bene, agire bene, comportarsi bene. E questo, per noi tutti cristiani, è un grande aiuto per far sviluppare la lode di Dio, il ringraziamento verso il Signore e far crescere la fede in quanti sono dubbiosi, critici e contestatori della Chiesa o dei singoli membri di essa, specialmente se sono sacerdoti, religiosi o vescovi. Il buon esempio trascina tutti verso il bene, credenti e non credenti. E tutti dobbiamo lavorare per far crescere bene e far conoscere il bene, in mondo segnato dal male di tutti i generi.
 
 
don Toz
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