ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Telefono fisso: 0783/296719  

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

PEC: toninozedda@pec.virgilio.it  

kızılay web tasarımistanbul dedektif ingilizce tercüme
Categoria: News
martedì 30 maggio 2017
ASCENSIONE: commento al vangelo
una chiave di lettura
themes/parrocchia.oristano.sangiuseppelavoratore/uploads/mkNews/attachments/1416_1958_001_ascensione_di_cristo.jpg
ASCENSIONE: Finisce il Tempo del Corpo e inizia il Tempo dei Segni. Il tempo segnato dalla presenza del Crocifisso Risorto con i suoi discepoli termina con l'Ascensione di Gesù in cielo, che precede di pochi giorni l'effusione dello Spirito Santo. Gesù sale in cielo cioè la presenza del suo corpo glorioso scompare alla vista degli Apostoli, i discepoli vengono inviati come persone libere e responsabili di portare avanti il Suo messaggio. Il Risorto però sarà sempre vicino: ci saranno eloquenti segni di questa presenza, Gesù proclama solennemente “ed ecco Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”, una presenza marchiata col fuoco inestinguibile dello Spirito. Il finale del vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato in questa domenica di Ascensione, ci presenta l'ultimo incontro di Gesù con i suoi discepoli sul monte di Galilea. Sono gli stessi luoghi nei quali Gesù aveva iniziato a proclamare la buona novella. I discepoli si prostrano, lo adorano, ed è così umanamente meraviglioso che alcuni hanno dei dubbi. Anzi il testo greco andrebbe forse tradotto più correttamente: proprio mentre i discepoli si prostrano, hanno dei dubbi. Nell'atto di massima adorazione, i discepoli sperimentano la fatica di essere credenti. Quante volte succede anche noi, magari mentre celebriamo o mentre preghiamo? Sarà veramente Risorto? Come faremo ora senza di Lui? Perché ci lascia qui soli se ci ama? Eppure Gesù invita i discepoli di allora e di oggi con la sua Parola ad andare e battezzare con un insegnamento che confermi tale conversione. La missione è quella di fare discepoli. La grande certezza è che Gesù non ci abbandona mai, anzi ci è vicino sempre fino alla fine del mondo: il suo Spirito ci aiuterà a riconoscerlo, i segni della Sua presenza saranno indecifrabili per chi non crede… ma non per chi crede! Mi piace tornare ancora sulla sottolineatura di Matteo: I discepoli adorano e hanno dubbi: è, in fondo, la situazione mia, ma credo anche la tua, quella della Chiesa di sempre. Quante domande ci poniamo noi oggi. Perché il lavoro non va nel senso giusto, perché quel problema familiare, quella fatica a rapportarmi con quella persona e poi sembra che il Signore sia distante da me. Mentre adoriamo, abbiamo ancora dubbi, che però sono anche positivi. Comprendiamo che essere cristiani è un cammino di maturazione che chiede continuamente di metterci in discussione; i dubbi mi regalano la possibilità di pensare alla fede non come a qualcosa di statico, fisso, abitudinario, come scontato perché tutti lo fanno e anche io l’ho sempre fatto: la fede comporta una continuo cammino di scoperta dei segni. Un passo avanti: nonostante i nostri dubbi, Gesù ci invita alla missione. La pastorale oggi non può più essere quella del Venite, ma quella dell’Andiamo. Siamo invitati comunicare il Vangelo che abbiamo ricevuto ai nostri fratelli, coinvolgendoli in qualche iniziativa e comunque nel rapporto interpersonale. Il nostro stile di vita non può non contagiare altre persone, mirando sempre alla libertà di ogni persona. Il Signore in questo cammino non ci abbandona mai, ci è sempre vicino. Gesù ci accompagna con la sua Chiesa e accompagna ciascuno di noi nel proprio cammino. Tutto ciò che noi compiamo è un qualcosa che rimane per sempre, è un pezzo di storia che doniamo a chi viene dopo di noi. Per questo ci impegniamo a fare bene le nostre cose. Gli ideali che uno persegue, se sono condivisi da altre persone, continuano sempre a maturare e a crescere. In questo meraviglioso giorno dell'Ascensione siamo chiamati a interrogarci sul senso della nostra vita, sullo scopo di quello che facciamo, sul nostro senso di appartenenza alla Chiesa e alla comunità degli uomini. Inizia il tempo dei Segni: siamo chiamati a scoprire dove si nasconde il Risorto ma anche siamo chiamati a seminare segni di vero discepolato perché altri scoprano attraverso noi il volto del Risorto. Don TOZ
 
il vostro parroco
Copyright © 2011 Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - TharrosNet © 2011