ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Telefono fisso: 0783/296719  

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

PEC: toninozedda@pec.virgilio.it  

kızılay web tasarımistanbul dedektif ingilizce tercüme
Categoria: News
giovedì 26 ottobre 2017
PER CELEBRARE BENE OCCORRE CAPIRE
le preghiere del sacerdote: XXIX domenica del T. O.
themes/parrocchia.oristano.sangiuseppelavoratore/uploads/mkNews/attachments/1450_29.jpg
TUTTO È DI DIO Colletta O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fa’ che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca te solo come unico Dio. Il vangelo di oggi presenta il tentativo di alcuni avversari di Gesù di tendergli un tranello: per noi ebrei -gli chiesero- è lecito o no pagare le tasse a Cesare, cioè all'imperatore romano? La domanda era davvero ben congegnata, perché qualunque fosse stata la risposta avrebbero avuto di che accusarlo. Se avesse risposto Sì, lo avrebbero denunciato presso i connazionali quale amico dei romani e quindi traditore del suo popolo; se avesse risposto No, lo avrebbero accusato presso le autorità romane di essere loro nemico. La risposta di Gesù fu per loro quanto meno sorprendente. Gesù si fa mostrare una moneta e chiede: Quest’immagine e l'iscrizione, di chi sono?. Di Cesare, fu l'ovvia risposta. E Gesù: Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio. Si potrebbe pensare che con quelle parole Gesù abbia trovato un abile modo di trarsi d'impaccio; ma in realtà non è così: con queste parole Gesù annuncia uno stile nuovo. Il potere politico è legittimo quando non accampi pretese assolutistiche: non tutto va a Cesare, perché c'è anche "qualcosa" che spetta a Dio. Pagare le tasse non piace a nessuno, ma è giusto e dunque doveroso farlo, perché è destinato a realizzare il bene comune (se poi il governo esagera nelle richieste o usa male il ricavato, in una moderna democrazia i cittadini possono manifestare il loro scontento, bocciandolo alle prossime elezioni); tuttavia allo Stato i cittadini potranno e dovranno dare non il proprio pensiero, non la propria libertà: insomma, non sé stessi. Gesù parlava a uomini che conoscevano bene la Bibbia; in particolare le pagine di Genesi dove si afferma che "Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò" (Gn 1,27). Dunque, come la moneta apparteneva a colui di cui recava l'immagine, così l'uomo appartiene a Colui di cui è l'immagine. In altre parole, l'uomo è tenuto a impegnarsi per il bene comune, deve concorrere a realizzare una società terrena giusta e solidale, ma nessuno Stato, nessun governante potrà mai pretendere autorità sulla sua coscienza, sulla sua dignità, sulla sua libertà. Peraltro l'uomo ha il dovere di non consegnare mai a nessuno la propria coscienza; non dovrà mai trascurare, per calcolo o per dimenticanza, che l'impegno nel mondo non esaurisce le sue valenze: il suo agire deve essere sempre coerente con la divina immagine di cui è portatore. Nella splendida Colletta di oggi questo chiediamo al Padre del cielo: che l’uomo impari da Dio a essere veramente libero e a riconoscersi di Dio. Preghiera sulle offerte Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Il mistero di Cristo al quale siamo invitati a partecipare offrendo il pane e il vino è il segno di una novità di vita. Il nostro dono che deponiamo sull’altare sia segno di una vera partecipazione alla storia che Dio intesse con l’umanità Preghiera dopo la comunione O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Partecipare all’Eucaristia domenicale ci consente di assaporare lo stile di Dio: egli vuole che l’umanità diventi sempre più un'unica famiglia. Se trattassimo bene ogni uomo potremmo sperimentare sulla terra la comunione fraterna che ci consentirebbe di vivere meglio “qui e ora” in attesa di essere “la famiglia” che Dio ama nell’eternità.
 
il vostro parroco don Toz
Copyright © 2011 Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - TharrosNet © 2011