ARCIDIOCESI di
Oristano
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Categoria: News
domenica 29 ottobre 2017
Le orazioni presidenziali: domenica XXX T.O.
una chiave per comprendere le preghiere della Messa domenicale
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La domanda rivolta a Gesù dai farisei, e che il vangelo di questa domenica riporta, potrebbe sembrare scontata, ma a ben guardare non lo è: per i contemporanei di Gesù, infatti, era difficile rispondere perché avevano 613 comandamenti e norme che dovevano conoscere e osservare per evitare il castigo di Dio. Per fortuna Gesù viene a rivelare un Dio totalmente diverso, un Dio che ama l'uomo e l'invita a fare altrettanto. COLLETTA O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita. L’orazione anticipa i temi della parola di Dio, specie del vangelo. Afferma in modo solenne che l’operato di Dio nei nostri confronti è sempre e solo l’amore. Il presbitero a nome di tutta l’assemblea, chiede a Dio che ci liberi da tutti gli idoli che invadono il nostro cuore. Spazzati via questi falsi dei saremmo più disposti ad amarlo, amando noi stessi per primo e, di conseguenza, anche il nostro prossimo. Cominciamo col domandarci: "Io, come mi amo?": Mi amo quando curo i miei bisogni dandogli tempo ed energia. Quindi amare gli altri, significa dar loro tempo ed energia. Ma il Vangelo non è un semplice invito a volerci bene, il Vangelo è lo strumento che ci permette di farlo, perché la buona notizia è che Dio ci ama; prende lui iniziativa di farlo perché sa che la condizione per amare è quella di sentirsi amati. Chi non si sente amato in se trova solo odio e rancore. Ecco perché è cosi importante amare anche Dio, dando tempo alla preghiera, perché stando con Lui, scopro il suo amore per me e per il mondo che mi circonda e imparo a nutrirmi di quest'amore. Questo è importante perché difficilmente trovo in me la forza e la voglia di ricominciare ad amare e perdonare ogni giorno. Per sentirmi amato devo dare tempo alla fonte di quest'amore. Il segno che oggi l'ho fatto è che desidero riversare quest'amore su qualcuno che ne ha bisogno.
 
PREGHIERA SULLE OFFERTE Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest’offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. . L’orazione sacerdotale che conclude il rito della presentazione dei doni ha un sapore antico: nelle prime pagine della Bibbia vengono descritte le offerte di Abele e Caino: mentre il primogenito offriva i frutti della terra (perché era contadino), il pastorello Abele sceglieva dal gregge i migliori animali e li offriva in sacrificio di soave odore. Dio gradisce il sacrificio di Abele perché, prima ancora di essere completamente consumato dal fuoco, Abele lo offriva con cuore generoso. Dio non guarda la quantità e la qualità dei doni ma il nostro cuore. PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Il ringraziamento della comunione è una supplica al Signore: non si tratta semplicemente di entrare in contatto con Dio né, tanto meno, di mangiare alla mensa del vita eterna, ma di riuscire a unire la liturgia con la vita in modo che ciò che viene espresso nei segni liturgici, e che adombra le realtà del cielo, sia effettivamente vissuto nella quotidianità del fedele: la comunione con Gesù, iniziata attorno all’Altare, deve essere portata nel mondo
don TOZ
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