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Oristano
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Categoria: News
giovedì 2 novembre 2017
MESE DI NOVEMBRE: guardiamo al futuro con speranza
la feste dei Santi e il ricordo dei defunti per il cammino della vita
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Anche noi abbiamo aperto il mese di novembre con due celebrazioni intense e solenni la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione dei Fedeli defunti. Un clima di speranza e di gioia ci hanno inondato: Dio ha un sogno per l’umanità, vuole che tutti siamo santi! Il disegno di Dio è che tutti noi assomigliamo sempre di più a Lui che ci ha infatti creati a sua immagine. Per questa occasione la Chiesa Cattolica ricorda ai credenti che dal pomeriggio del 1° novembre e per tutta la giornata del 2 novembre (una sola volta) sarà possibile ottenere l'indulgenza plenaria per i defunti visitando una chiesa, confessati e comunicati, recitando il Padre nostro e il Credo e pregando secondo le intenzioni del Santo Padre. Alle medesime condizioni l'indulgenza plenaria è concessa facendo visita al Cimitero e pregando per i defunti dal 1° all'8 novembre. Ma cosa è la Comunione dei santi? Il Catechismo della Chiesa Cattolica - Compendio, nn. 194 e 195, dice chiaramente: Tale espressione indica anzitutto la comune partecipazione di tutti i membri della Chiesa alle cose sante (sancta): la fede, i Sacramenti, in particolare l'Eucaristia, i carismi e gli altri doni spirituali. Alla radice della comunione c'è la carità che «non cerca il proprio interesse» (1 Cor 13,5), ma spinge il fedele «a mettere tutto in comune» (At 4,32), anche i proprio beni materiali a servizio dei più poveri. Tale espressione designa anche la comunione tra le persone sante (sancti), e cioè tra quanti per la grazia sono uniti a Cristo morto e risorto. Alcuni sono pellegrini sulla terra; altri, passati da questa vita, stanno purificandosi, aiutati anche dalle nostre preghiere; altri, infine, godono già della gloria di Dio e intercedono per noi. Tutti insieme formano in Cristo una sola famiglia, la Chiesa, a lode e gloria della Trinità.
 
Papa Benedetto XVI in una sua bellissima catechesi sulla santità si esprimeva così: “In ogni epoca della storia della Chiesa, ad ogni latitudine della geografia del mondo, i Santi appartengono a tutte le età e ad ogni stato di vita, sono volti concreti di ogni popolo, lingua e nazione. E sono tipi molto diversi. In realtà devo dire che anche per la mia fede personale molti santi, non tutti, sono vere stelle nel firmamento della storia. E vorrei aggiungere che per me non solo alcuni grandi santi che amo e che conosco bene sono 'indicatori di strada', ma proprio anche i santi semplici, cioè le persone buone che vedo nella mia vita, che non saranno mai canonizzate. Sono persone normali, per così dire, senza eroismo visibile, ma nella loro bontà di ogni giorno vedo la verità della fede. Questa bontà, che hanno maturato nella fede della Chiesa, è per me la più sicura apologia del cristianesimo e il segno di dove sia la verità. Nella comunione dei Santi, canonizzati e non canonizzati, che la Chiesa vive grazie a Cristo in tutti i suoi membri, noi godiamo della loro presenza e della loro compagnia e coltiviamo la ferma speranza di poter imitare il loro cammino e condividere un giorno la stessa vita beata, la vita eterna. Cari amici, come è grande e bella, e anche semplice, la vocazione cristiana vista in questa luce! Tutti siamo chiamati alla santità: è la misura stessa della vita cristiana.” (udienza generale, 13.04.2011)
donTOZ
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