Arcidiocesi di
Oristano
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Categoria: News
martedì 26 giugno 2018
Natività di san Giovanni Battista
un commento, una piccola invocazione
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Oggi celebriamo la nascita di Giovanni il battezzatore, l'unico santo, insieme a Maria, di cui si celebra il compleanno. La sua figura è stata talmente importante da meritare questo onore. Ci sono persone che rendono onore all’umanità, uomini e donne che ci fanno sentire orgogliosi di appartenervi. Giovanni è sicuramente fra questi: chiamato fin da bambino ad assumere un ruolo scomodo, quello del profeta, ha vissuto questo compito con grande serietà, diventando il punto di riferimento per un intero popolo alla ricerca di Dio. Questo è veramente necessario: una parola che ci conduca a Dio, che vada dritto all'essenziale, una parola libera e liberante come quella del Battista. Una Parola di cui Giovanni è diventato voce. Giovanni il Battista già dalla sua nascita rivela una vocazione prodigiosa e originale. Nasce da madre anziana e sterile. Nasce come ogni bambino, ma la sua venuta è preannunziata dal cielo. Lì per lì anziché gioia, questa buona notizia provoca silenzio. Il mutismo di Zaccaria accompagna tutta la gravidanza e si scioglie solo dando il nome a questo bambino. Un nome inatteso, improbabile, non di famiglia. Il nome che Dio ha pensato per lui. E in quel nome la sua vocazione: essere altro, essere oltre la tradizione, essere un dono della misericordia di Dio. Un dono che chiude un tempo e ne apre un altro: il tempo della nuova ed eterna alleanza. Una vita testimone di un Signore che perdona, invitando alla conversione. Giovanni nascendo ha aperto la via a Gesù. Egli rimane sulla soglia del mondo nuovo e muore senza vedere la Pasqua del Signore. Egli abita la soglia della nuova alleanza e ora condivide con noi la speranza di un mondo nuovo.
 
O Immenso Giovanni seccato dal vento del deserto. Immenso profeta acido e violento, dai lunghi solchi scavati nelle guance, devastato da una grande missione, svuotato dai lunghi digiuni e dalla penitenza! Quando sei andato via di casa per seguire quella voce interiore? Quando hai sentito la derisione dei tuoi compagni che ti prendevano per pazzo? Quanta ricerca silenziosa e tenace hai sopportato prima di scoprire che eri Tu la voce? Quante volte hai scrutato i volti tra la folla che giungeva a fiumi e si gettava in ginocchio davanti a te per vedere se - infine - Egli fosse giunto? Quanto ti è costato, dire che tu non eri nulla e che scomparivi davanti a Lui, e che Lui avrebbe acceso il fuoco che tu stavi preparando? Quanta verità in te, immenso Giovanni, che non hai cavalcato l'entusiasmo, che non hai giocato a fare il Messia o il guru ma sei stato al tuo posto rifiutando ogni corona e ogni gloria? Cosa hai provato vedendolo in mezzo ai penitenti – Lui: l'Immacolato, il senza colpa, il puro - venire a chiederti il battesimo? E quanta solitudine e sconcerto hai provato - ultima prova, definitiva prova - quando nel buio del carcere ti sei chiesto se fosse davvero lui il Messia o se avevi preso un abbaglio? Grande Giovanni, grande profeta che hai suscitato l'ammirazione del Figlio di Dio: tu sei davvero il più grande tra i nati di donna. Perché hai fatto sempre la volontà dell’Onnipotente: fa che possiamo anche noi compierla, come hai fatto Tu. Amen (TOZ)
don TOZ
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