Arcidiocesi di
Oristano
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Categoria: News
lunedì 2 luglio 2018
FANCIULLA IO TI DICO ALZATI
Un commento al vangelo della XIII domenica del T.O.
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Il Vangelo di questa tredicesima domenica del Tempo Ordinario mette il nostro cuore dinanzi a tre modi diversi di credere nel potere salvifico di Gesù Cristo. Giairo è un padre addolorato e disperato: chiede a Gesù che vada a casa sua a dare la guarigione alla sua piccola figlia che sta morendo. Quest'uomo crede che Gesù è capace di guarire il corpo, di operare sollievo e guarigione dalle malattie. Crede e perciò osa chiedere. Il Signore ascolta il grido di questo padre afflitto e privo di ogni umana speranza e si incammina con lui. Una donna afflitta da una malattie tremenda, dolorosa e anche inguaribile vive invece una seconda modalità. Lei non vuole disturbare il Maestro, crede che al Messia non si debba neanche chiedere. Per lei è sufficiente anche solo un contatto fisico: “appena sfiorerò il suo mantello certamente sarò guarita”. Dove nessun medico è riuscito, con Gesù tutto si sarebbe risolto in un istante. Questa è la fede della donna malata di emorragia: così lei crede… così accade. La donna tocca il mantello di Gesù e la sua malattia scompare. Gesù chiede alla donna che renda pubblico il miracolo. La sua è una fede che non può restare nascosta. Il mondo deve conoscere di cosa è capace di fare Gesù con il suo corpo. Domani milioni e milioni di persone non solo toccheranno il corpo vero, reale, sostanziale di Gesù Signore. Di esso anche si nutriranno, perché Gesù lo darà come suo alimento. Ora se solo toccando il lembo del mantello la donna è guarita, vi sarà forse miracolo impossibile per colui che lo mangia con la stessa fede? Dovremmo tutti riflettere quando ci si accosta all'Eucaristia. Il corpo di Cristo è vera onnipotenza di trasformazione di tutta la nostra vita. Va però preso con vera fede. Mentre Gesù è in cammino verso la casa di Giàiro, la sua figlioletta muore. C'è ancora spazio per Cristo Gesù o la sua onnipotenza si arresta dinanzi alla morte? Per alcuni il Maestro non serve più. Dinanzi ad un freddo cadavere anche Lui si deve mettere da parte. Gesù conosce se stesso. Sa chi Lui è e rassicura Giàiro dicendogli di non temere e di avere soltanto fede. Quando si dice a qualcuno di avere fede, si deve essere certi della verità di ogni nostra parola. All'altro viene chiesto di fondare la sua vita sulla parola che noi gli diciamo. È questa la terza modalità della vera fede. TOZ
 
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