Arcidiocesi di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

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Categoria: News
giovedì 31 gennaio 2019
2 Febbraio 2019: festa della Presentazione di Ges¨ al Tempio
Benedizione e consegna del cero a tutte le persone che svolgono una certa ministerialitÓ in parrocchia
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Anche nella nostra comunità, Sabato 2 febbraio, con inizio alle ore 18,15, celebreremo il Rito della benedizione e distribuzione dei ceri in memoria di Cristo Luce del mondo.
Questo rito vuole anche significare la disponibilità a svolgere un ministero, un servizio nella comunità.
Tutti coloro che svolgono un incarico possono rinnovare con questo gesto la loro disponibilità al servizio in comunità per l'anno in corso.
INVITO tutti: Diacono, Membri dei Consigli pastorale e per gli Affari Economici, Ministri della Comunione, Lettori, Catechisti, Uomini e Donne del Decoro, Apostolato della Preghiera, Gruppo delle Vocazioni, Membri dei due Cori e i loro direttori e strumentisti, Ministranti etc. etc. a partecipare al sacro Rito.
GRAZIE    vi aspetto!
 
 Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo lo tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele (Luca 2, 29-31).
Il 2 febbraio celebriamo una festa chiamata con svariati nomi, ciascuno dei quali ricorda un fatto avvenuto in questa giornata in cui la Sacra Famiglia ci diede l'esempio della più perfetta ubbidienza.
Dio Padre nell'Antico Testamento aveva prescritto che ogni figlio primogenito fosse consacrato a Lui in memoria del beneficio fatto al suo popolo quando tutti i primogeniti degli Egiziani perirono sotto la spada dell'Angelo sterminatore risparmiando invece gli Ebrei.
Un'altra legge poi ordinava che ogni donna ebrea si presentasse al Tempio per purificarsi, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, oppure dopo ottanta, se era una figlia, portando alcune vittime da sacrificarsi in ringraziamento ed espiazione.
Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesù alla città santa, quaranta giorni dopo il Natale.
Benché Maria non fosse obbligata alla Legge della purificazione, poiché Maria fu sempre vergine e pura, tuttavia per umiltà ed ubbidienza volle andare come le altre.
Ubbidì poi al secondo precetto di presentare ed offrire il Figlio all'Eterno Padre; ma l'offrì in modo diverso dal come le altre madri offrivano i loro figli. Mentre per le altre madri questa era una semplice cerimonia. senza timore di dover offrire i figli alla morte, Maria offrì realmente Gesù in sacrificio alla morte, poiché era certa che l'offerta che allora faceva doveva un giorno consumarsi sull'altare della croce.
Giunti nel recinto del tempio venne loro incontro un uomo anziano di nome Simeone, giusto e pio, a cui lo Spirito Santo aveva promesso che non sarebbe morto prima d'aver visto il Messia, Salvatore del mondo. Illuminato dal cielo aveva riconosciuto che il figlio di Maria era appunto l'Atteso delle genti. Presolo fra le braccia nell'entusiasmo della riconoscenza esclamò: « Ora lascia, o Signore, che il tuo servo, secondo la tua parola, se ne vada in pace... »: poi benedisse i genitori del Bambino dicendo a Maria: « Ecco Egli è posto a rovina e resurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione; ed anche a te una spada trapasserà l'anima ».
Maria istruita nella Sacra Scrittura aveva già intravvisto tutte le pene che doveva patire il suo Figlio. e nelle parole di Simeone ne ebbe la dolorosa conferma.
Maria a tutto acconsente. e con mirabile fortezza, offre Gesù all'Eterno Padre, ma la sua anima fu in quel momento attraversata da una spada.
Fatta l'offerta come prescritto dalla legge del Signore, Maria e Giuseppe ritornarono nella Galilea, alla loro città di Nazaret. E il Bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza, e la grazia di Dio era con Lui.

PREGHIERA: Dio onnipotente ed eterno, supplichiamo umilmente la tua maestà, che come l'Unigenito Figlio tuo quest'oggi fu presentato al Tempio nella sostanza della nostra carne, così tu faccia che noi siamo presentati a te con animo purificato.

MARTIROLOGIO ROMANO. Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, che dai Greci viene chiamata Hypapànte (cioè l'incontro) del Signore col suo popolo
don Toz
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