ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Per comunicare con il parroco

Telefono fisso: 0783/296719 

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

kızılay web tasarımistanbul dedektif ingilizce tercŘme
Categoria: News
domenica 21 luglio 2019
XVI Domenica del TO: SAPER ASCOLTARE
Marta e Maria due facce di una stessa medaglia: il vero discepolo
themes/parrocchia.oristano.sangiuseppelavoratore/uploads/mkNews/attachments/1568_tozcelebraRitiro.jpg

 

 

 

Il vangelo di questa domenica ci racconta la visita di Gesù a casa di Lazzaro e delle sorelle Marta e Maria. Una casa amica: un luogo spesso cercato da Gesù. Ha bisogno di trovare i suoi amici più cari. Gesù dice a Marta: "Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta!" Lungo i secoli, molte volte queste parole sono state interpretate come se fosse una conferma da parte di Gesù del fatto che la vita contemplativa nascosta nei monasteri è migliore e più sublime della vita attiva di coloro che si adoperano nel campo dell'evangelizzazione. Questo modo di leggere mi sembra poco corretto; mi pare molto superficiale, manca di fondamento nel testo. Per capire il significato di queste parole di Gesù (e di qualsiasi parola) è importante sempre prendere in considerazione il contesto, in questo caso sia il contesto del vangelo di Luca sia quello più ampio dell'opera lucana: il Vangelo e gli Atti degli Apostoli. Prima di verificare il contesto più ampio degli Atti degli Apostoli, cerchiamo di gettare uno sguardo al testo in sé e di vedere come è collocato nel contesto immediato. Dovremo riuscire a sentirci anche noi nella casa di Betania, in quell’ambiente familiare che Gesù amava tanto. Col versetto 51 del capitolo 9 Luca ci descrive la seconda tappa dell'attività apostolica di Gesù, il lungo viaggio dalla Galilea fino a Gerusalemme. All'inizio del viaggio, Gesù esce dal territorio di Giudea ed entra nelle terre dei samaritani. Pur essendo mal ricevuto dai samaritani, continua nel loro territorio e perfino corregge i discepoli che pensano in modo diverso. Nel rispondere a coloro che chiedono di seguirlo, Gesù esplicita il significato di quanto accaduto, ed indica loro le esigenze della missione. Poi Gesù designa altri settantadue discepoli per andare in missione davanti a lui. L'invio dei dodici era per il mondo dei giudei. L'invio dei settantadue è per il mondo dei pagani. Terminata la missione, Gesù e i discepoli si riuniscono e valutano la missione; i discepoli raccontano le molte attività svolte, Gesù assicura i discepoli sulla speranza che i loro nomi sono scritti nel cielo. Dopo viene il nostro testo che descrive la visita di Gesù a casa di Marta e Maria. Luca non specifica dove si trova il villaggio di Marta e Maria, ma nel contesto geografico del suo vangelo, sappiamo che il villaggio si trova in Samaria. Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Marta e Maria abitavano a Betania, un villaggio vicino a Gerusalemme. Giovanni ci dice inoltre che avevano un fratello di nome Lazzaro. L'entrata nel villaggio e nella casa di Marta e Maria è una tappa in più di questa lunga camminata fino a Gerusalemme e fa parte della realizzazione della missione di Gesù. A Betania ecco dunque è preparata una cena, una cena normale in casa, in famiglia. Mentre alcuni parlano, altri preparano il cibo. I due compiti sono importanti e necessari, i due si complimentano, soprattutto quando si tratta di accogliere qualcuno che viene da fuori. Nell'affermare che "Marta era tutta presa dai molti servizi" (diaconia), Luca evoca i settantadue discepoli anche loro occupati in molte attività del servizio missionario. Marta fattasi avanti, disse: Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti. Un'altra scena familiare, eppure c’è qualcosa di strano. Marta si sta occupando da sola della preparazione del cibo, mentre Maria è seduta, e ascolta il Maestro. Marta reclama. Forse Gesù interferisce e dice qualcosa alla sorella per vedere se l'aiuta nel servizio, nella diaconia. Marta si considera una serva e pensa che il servizio di una serva è quello di preparare il cibo e che il suo servizio in cucina è più importante che quello di sua sorella che zitta, ascolta Gesù. Per Marta, ciò che fa Maria non è servizio, poiché dice: Non ti importa che mia sorella mi lasci servire da sola? Ma Marta non è l'unica serva. Anche Gesù assume il ruolo di servo, cioè di Servo annunciato dal profeta Isaia. Isaia aveva detto che il servizio principale del Servo è quello di stare davanti a Dio in ascolto di preghiera per poter scoprire una parola di conforto da portare a coloro che sono sfiduciati. Ora, Maria ha un atteggiamento di preghiera dinanzi a Gesù. La domanda che dobbiamo porci è allora; chi svolge meglio il servizio di serva: Marta o Maria? Il Signore allora rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». Una bella risposta, molto umana. Per Gesù, una buona conversazione con persone amiche è importante e perfino più importante del mangiare. Gesù non è d'accordo con la preoccupazione di Marta. Lui non vuole che la preparazione del pranzo interrompa la conversazione. Ed è come se dicesse: Marta, non c'è bisogno di preparare tante cose! Basta una piccola cosa! E dopo vieni a partecipare nella conversazione, così bella! Questo io credo possa essere il primo significato, parole semplici e umane di Gesù. A Gesù piaceva parlare e conversare. E una buona conversazione con Gesù produce sempre una vera conversione. Ma nel contesto del vangelo di Luca, queste parole decisive di Gesù assumono un significato simbolico più profondo: Come Marta, anche i discepoli, durante la missione, si erano preoccupati di molte cose, ma Gesù chiarisce bene che la cosa più importante è quella di avere i nomi scritti nel cielo, cioè, essere conosciuti e amati da Dio. Gesù ripete a Marta: Tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Poco prima il dottore della legge aveva ridotto i comandamenti a uno solo: "Amerai il Signore Dio tuo su tutte le cose ed il prossimo tuo come te stesso". Osservando quest’unico e migliore comandamento, la persona sarà pronta ad agire con amore, come il Buon Samaritano e non come il sacerdote ed il levita che non compiono bene il loro dovere. I molti servizi di Marta devono essere svolti a partire da questo unico servizio veramente necessario che è l’accoglienza delle persone. Questa è la migliore parte che Maria ha scelto e che non le sarà tolta. Marta si preoccupa di servire. Lei voleva essere aiutata da Maria nel servizio a tavola. Ma qual è il servizio che Dio desidera? È questa la domanda di fondo. Maria concorda maggiormente con l'atteggiamento del Servo di Dio, poiché, come il Servo, lei si trova in atteggiamento di preghiera dinanzi a Gesù. Maria non può abbandonare il suo atteggiamento di preghiera in presenza di Dio. Poiché se lo facesse, non scoprirebbe la parola di conforto da portare agli sfiduciati. Questo è il vero servizio che Dio sta chiedendo da tutti.

 

 

Non basta accogliere e servire i fratelli…… è necessario prima di tutto essere disposti ad ascoltarli. Tante volte, più che di pane e di casa… i bisognosi hanno un urgente bisogno di essere riconosciuti come fratelli. Non basta accogliere per un momento e poi fregarsene del destino di tanti che bussano alle porte e ai porti della nostra società… occorre con verità ascoltare il loro grido di giustizia e di condivisione. questo manca nei tanti politici europei che non vogliono ascoltare e soprattutto sanno SOLO demandare ad altri il dovere dell’accoglienza.

Don TOZ

 
Copyright © 2011 Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - TharrosNet © 2011