ARCIDIOCESI di
Oristano
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Categoria: News
domenica 26 luglio 2020
Contempliamo il vangelo di questa XVII domenica del T. O.
vale la pena vendere tutto per acquistare il campo dove Ŕ nascosto un tesoro?
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 UNA PERLA DI GRANDISSIMO VALORE È MESSA A NOSTRA DISPOSIZIONE.

COSA NE FAREMO?

Le sette parabole del Regno, inserite nel capitolo XIII, costituiscono il cuore del vangelo di Matteo. In questa domenica siamo chiamati a contemplare le ultime tre: il tesoro nel campo, la perla preziosa e la rete piena di pesci buoni e cattivi.

Gesù oggi non spiega le parabole ma pone una domanda: Avete compreso tutte queste cose? Gli risposero:. Ed egli disse loro: Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

Ecco alcune dimensioni importanti per capire bene: Un uomo: chi è l’uomo? Un cercatore di novità, verità. zappa il campo: non si accontenta del prodotto spontaneo del terreno, vuol renderlo fertile, ricavare di più. Siamo cercatori dell’infinito. Se il campo sono io, allora perché accontentarmi di quello che ho? Necessita cercare in me, fare silenzio, meditare. Avvicinandomi alla verità che è in me, un lumicino pian piano rischiara il tutto, tutto il tesoro che è in me. Trova un tesoro: apparentemente per caso. Il tesoro nascosto è l’immagine di me stesso: esso si trova in mezzo al campo, in mezzo alla sporcizia. Debbo vangare la terra per trovare il mio vero sé. Mi accorgo d’essere ricco e di essere ricchezza. Entro in me, riconosco di essere humus, terreno fertile, ricco di sentimenti Il ritrovamento genera sorpresa – gioia. Ancora: Il mercante che va in cerca di perle preziose traffica, cerca una perla sempre più bella, la più splendente, non si accontenta. Il ritrovamento è premio per il suo lungo cercare…. La perla: soddisfa la sete di infinito. La perla nasce nella ferita dell’ostrica: un granello di sabbia che fa male, ma poi viene rivestito di smalti luminosi e meravigliosi. In mezzo alle mie ferite posso trovare il mio sé, l’immagine che Dio si è fatto di me. La ferita frantuma tutte le immagini che ho indossato e con le quali occulto il mio vero sé. L’impronta di Dio incarnato in Cristo genera stupore: veramente tu sei il Dio nascosto. Dio è il tesoro, tu sei lo scrigno, vuol renderti perla. Ancora: una rete gettata in mare: la rete è fatta per raccogliere ciò che è nel mare e portare alla mensa. La rete è Cristo mandato da Dio a celebrare con cui si unisce alla carne umana in modo stabile e duraturo. Ha il compito di riunire i figli di Dio dispersi e condurli a Lui. L’acqua dolce serve per dare vita (bere, innaffiare) come per dare morte (naufragio – annegamento). quando è piena: il datore di lavoro è paziente, attende la pienezza del tempo, attende che tutti i pesci siano entrati. La salvezza è per tutti. I pescatori la tirano a riva: dipendenti che compiono il compito loro assegnato dal datore di lavoro mettendo a rischio la propria vita. I servitori fedeli li portano a realizzare il fine della loro esistenza: essere commestibili per dare vita. Seduti: è seduto chi è sicuro di sé. Il Maestro dalla barca insegna stando seduto. Il giudice è seduto in tribunale. La croce è il trono di Cristo.

Raccolgono i pesci buoni: i pesci con squame e pinne hanno conservato la capacità natatoria, hanno attraversato il mare luogo pieno di insidie forti di carattere hanno irrobustito le difese per vivere. Hanno combattuto la buona battaglia della fede.

Li mettono nei canestri: li conservano per il pasto, sono utili. Dei pani avanzati alla cena di Gesù furono riempiti 12 cesti. Nulla di buono va gettato. Gettano via i cattivi: privi di difesa e capacità natatoria. Sono morti. Infettano. Privi di ideali hanno rinunciato a combattere, si sono adeguati alla mentalità corrente. Non hanno sfruttato il loro tesoro: la capacità natatoria e il tempo loro concesso. Finiranno nella fornace ardente. Il verbo è al futuro. A loro maggior vergogna prima vedranno dove vanno i perseveranti poi, colmi di vergogna, finiranno nel fuoco inestinguibile, nella Geenna, nella discarica di Gerusalemme

Nel mare di questo mondo non è possibile separare i buoni dai cattivi. Viviamo insieme come il grano con la zizzania. Occorre responsabilità, uso corretto della libertà, buona conoscenza di sé, innamorarsi della meta, capacità di chiedere aiuto.

Cogliere le occasioni che il Signore ci offre per incontrarlo. Metterci alla ricerca di ciò che conta veramente per esperimentare la gioia della conquista e del godimento.

Chi fa questa offerta è pronto a farne parte agli altri.

ogni scriba, ogni conoscitore della parola di Dio

divenuto discepolo del regno dei cieli, avendo accolto Cristo, il tesoro nascosto.

è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche sa comprendere le promesse del 1° testamento e vederne il compimento nel 2° testamento.

Dio mi offre la salvezza, a me il compito di scegliere-preferirla ad ogni altra ricchezza

Quale invito mi rivolge questa Parola? Quali valori mi presenta?

Contempla Dio prodigo nel donare in Cristo se stesso

Preghiera.

O Padre, fonte di sapienza, che ci hai rivelato in Cristo il tesoro nascosto e la perla preziosa, concedi a noi il discernimento dello Spirito, perché sappiamo apprezzare fra le cose del mondo il valore inestimabile del tuo regno, pronti ad ogni rinunzia per l’acquisto del tuo dono (dalla Liturgia).

 
don Tonino
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