Arcidiocesi di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Per comunicare con il parroco

Telefono fisso: 0783/296719 

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

18 giugno 2019 Letto 14 volte
Domenica 7 luglio alle ore 18 in Cattedrale
Attendiamo
in
preghiera
16 giugno 2019 Letto 14 volte
guardiamo a Dio che Ŕ famiglia d'amore... chiediamo e riceviamo questo grande dono
 Riflettiamo insieme: 

La Santissima Trinità, della quale oggi si celebra la festa solenne, è al centro della nostra esperienza di fede, e non a caso è stata collocata subito dopo la Pentecoste. Il motivo è presto detto: la Pentecoste conclude la celebrazione della Pasqua; la domenica successiva è come un volgersi indietro a riconsiderare nell'insieme gli eventi appena celebrati, il cui protagonista non è semplicemente l'Uomo-Dio Gesù.

Nella Pasqua, con Gesù hanno operato Dio Padre e lo Spirito Paraclito, come è accennato anche nel vangelo odierno e nel brano della Lettera ai Romani, che oggi abbiamo ascolato. La nostra redenzione è opera compiuta insieme dal Padre che l'ha voluta, dal Figlio che l'ha realizzata e dallo Spirito Santo che ce ne ha trasmesso i frutti. Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo: cioè, insieme, l'unico e vero Dio. Così è stato rivelato: il che non significa che tutto è chiaro, rimane il mistero divino; la realtà del Dio-Trinità è il fulcro della fede, e più che mai si avvertono qui i limiti della nostra intelligenza,  non riusciamo infatti a spingerci oltre l'ambito dell'orizzonte sperimentabile: per andare più in là, abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia luce e ci indichi la via. Ecco la fede.
Secondo una diatriba vecchia e stantia ma che ogni tanto ancora si riaffaccia, fede e ragione sarebbero tra loro contrarie e inconciliabili; la ragione che, dicono, è la dote principale dell'uomo, non può ammettere l'esistenza di qualcosa che sfugga alle sue capacità di comprensione e non sia scientificamente dimostrabile; non ci sono prove, dicono, dell'esistenza di Dio, quindi la fede non ha senso. A costoro si potrebbe rispondere come fece Pascal: non esistono neppure prove che dimostrino che Dio non esiste; quindi perché il credere dovrebbe essere contro la ragione, e invece il non-credere sarebbe ragionevole?

Di fronte a certe questioni (come il senso della vita, la distinzione tra bene e male, il destino ultimo dell'uomo) non si può rimanere indifferenti, e allora, se si deve scommettere tra l'esistenza o la non-esistenza di Dio, conviene scommettere sull'ipotesi positiva, che vede l'uomo come creatura voluta e amata per un destino buono che la riunirà al Creatore.
In verità, la fede non è alternativa alla ragione, come se chi crede rinunciasse a ragionare: tutt'altro. La fede non va confusa con l'irrazionale o l'immaginario; essa anzi richiede l'intelligenza: Dio ha dotato l'uomo di intelligenza, anzitutto perché cerchi Lui nelle tracce che ha lasciato di sé.

Cerchi Lui, anche ricordando quanto Egli ha fatto a beneficio dell'uomo (che ha toccato l'apice con la Pasqua di Gesù). Cerchi Lui, nei frutti benefici di chi conduce la propria esistenza secondo la fede.
Ci vuole intelligenza per capire la Bibbia e tradurla fedelmente nel vivere quotidiano; ci vuole intelligenza per riconoscere che vivere secondo Dio e non seguendo i propri istinti è di gran lunga più consono con la dignità dell'uomo. E se, pur applicando l'intelligenza più acuta, l'uomo non potrà mai capire Dio sino in fondo, anche questo è ragionevole: se potessimo conoscere tutto di Lui, significherebbe che siamo uguali a Lui. Ma allora, presunzione a parte e detto brutalmente, di un Dio che fosse come noi non sapremmo che farcene.?
L'umana ragione non può capire tutto di Dio, ma molto, sì. Egli si è fatto conoscere; addirittura, pur restando sempre Dio, si è fatto uno di noi, si è mosso nel nostro mondo, ha parlato con le nostre parole, ci ha ammesso nella sua intimità. L'unico Dio è tre Persone: se non l'avesse detto lui, non avremmo mai potuto saperlo. Saperlo non significa capirlo, ma quanto meno significa che ci ha ritenuti degni delle sue confidenze, capaci di entrare in amicizia con lui e di condividere un giorno la sua stessa vita. Contempliamo, adoriamo e imitiamo questa splendida realtà che è Dio e la sua famiglia.  

3 giugno 2019 Letto 31 volte
per preparare e riaprire l'ovile al suo Gregge
 Nella Scrittura ci sono diversi modi di narrare l'Ascensione di Gesù in cielo, nel suo corpo glorioso, immortale, incorruttibile, spirituale. San Paolo annunzia l'Ascensione di Cristo Signore come vero frutto della sua umiliazione e annientamento: Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre (Fil 2,6-11).

San Giovanni proclama l'Ascensione descrivendo la gloria di Gesù Signore. L'Apocalisse è tutto un inno alla Signoria Universale dell'Agnello Immolato, il Crocifisso che è il Vivente Eterno. A Lui il Padre ha consegnato tutto il suo regno: Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d'oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. I capelli del suo capo erano candidi, simili a lana candida come neve. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco. I piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiuolo. La sua voce era simile al fragore di grandi acque. Teneva nella sua destra sette stelle e dalla bocca usciva una spada affilata, a doppio taglio, e il suo volto era come il sole quando splende in tutta la sua forza. Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi (Ap 1,12-18).
Il profeta Daniele afferma che uno simile ad un figlio d'uomo viene presentato al Vegliardo e riceve da lui gloria e regno eterno. Tutti sono sottoposti alla sua Signoria e al suo dominio. L'intero universo è stato a Lui consegnato:
Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto (Dn 7, 9-10.13-14).
L'evangelista san Luca unisce in modo mirabile la missione degli apostoli all'Ascensione. Gesù sale al Cielo dopo aver aperto la mente dei suoi discepoli all'intelligenza del suo mistero così come esso è contenuto nelle Scrittura e consegnato loro la missione di annunziare la conversione e il perdono dei peccati nel suo nome. I discepoli però non devono partire subito per la missione. Devono attendere che il Padre li colmi con il suo Santo Spirito. Con l'Ascensione di Gesù, finisce la missione visibile di Cristo Gesù, inizia la missione visibile degli Apostoli. Come il Padre e lo Spirito sono stati con Gesù e lo hanno guidato nella sua opera, così ora il Padre, lo Spirito Santo e Cristo Gesù saranno con i discepoli per la missione che è stata loro affidata. Come Cristo mai si è separato dal Padre e dallo Spirito Santo, così i discepoli non dovranno mai separarsi dal loro Pastore.

Il tempo dell'Ascensione non è un tempo per guardare estasiati la via che ha percorso il Signore.... è invece il tempo del cammino, della testimonianza e della missione.

1 giugno 2019 Letto 47 volte
L'Amministratore Apostolico mons. Ignazio Sanna ha ordinato don Enrico Porcedda

 La bella e spaziosa chiesa parrocchiale di Seneghe, a stento, ha potuto accogliere la grande folla di fedeli del paese e di molte comunità della Diocesi, accorsi per la toccante Celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Arcivescovo e concelebrata da oltre 40 presbiteri, alla presenza di molti seminaristi (del Regionale e del Minore).

Don Enrico, pur nella sua giovane età (ancora non ha compiuto 25 anni), ha mostrato emozione e serenità nell'accogliere il grandissimo dono del ministero sacerdotale che ha ricevuto per l'imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione del Nostro Pastore.

Al novello sacerdote gli auguri e le preghiera della nostra comunità parrocchiale.

31 maggio 2019 Letto 60 volte
Siamo tutti invitati a partecipare! Adesioni entro domenica 2 giugno. Tutte le notizie nella locandina allegata!
27 maggio 2019 Letto 48 volte
16 amici partecipano per la prima volta in modo pieno alla Santa Messa
 Giorno di festa per la nostra Comunità.
Auguri ai nostri 16 bambini che ci hanno regalato un gioioso momento di comunione e di condivisione.
Grazie alle famiglie, alle catechiste e a tutti coloro che hanno collaborato per rendere festoso e solenne questo momento fraterno e comunitario.
 
23 maggio 2019 Letto 57 volte
Domenica prossima, VI di Pasqua, 16 piccoli amici della nostra comunitÓ parrocchiale parteciperanno per la Prima Volta alla Mensa del Corpo e Sangue di Cristo!
Fratelli e sorelle della Nostra Comunità Parrocchiale:
giunge il tempo benedetto da Dio, tanto atteso e desiderato dal gruppo dei bambini, dalle famiglie e dalle catechiste:
il giorno chiamato della PRIMA COMUNIONE, ormai è vicino!
Una tappa importante per i bambini ma anche per tutta la comunità che vede crescere il numero dei convocati alla Mensa del Regno e al Banchetto della Vita.
Se è vero, come purtroppo è vero, che molti cristiani si stanno allontanando dalla frequenza domenicale e dall'assemblea liturgica, è anche vero che ci sono nuove presenze e nuovi fratelli. DOMENICA 26 maggio, VI di Pasqua, il Gruppo composto da 16 bambini, entusiasti e profondamente coinvolti, potrà partecipare pienamente alla Mensa Eucaristica.
In queste ultime settimane questi candidati (insieme alle catechiste e alle rispettive famiglie), hanno moltiplicato impegno ed entusiasmo.
Chiedo a TUTTA la comunità di continuare a seguirli con amore e gioia.
Vi aspetto TUTTI domenica alle ore 10,30, per una Celebrazione davvero comunitaria e gioiosa.
leggi tutto
4 maggio 2019 Letto 59 volte
Il Papa ha scelto mons. Roberto Carboni, finora vescovo di Ales-terralba, come nuovo Arcivescovo Metropolita di Oristano: Alleluia!
Il giorno tanto atteso Ŕ dunque giunto. Il Papa Francesco ha nominato il nuovo Arcivescovo Metropolita di Oristano: Sua Eccellenza Reverendissima mons. Roberto Carboni. Mons. Carboni, finora era vescovo di Ales Terralba, farÓ il suo ingresso in Diocesi domenica 7 luglio. leggi tutto
30 aprile 2019 Letto 71 volte
triduo in preparazione e programma della festa patronale
 Carissimi fratelli e sorelle
nel contesto delle feste pasquali ci accingiamo a vivere i giorni della festa del nostro amato Patrono San Giuseppe.
Ci siamo preparati col Triduo:
abbiamo, con umiltà, guardato ancora una volta all'umile servizio del Padre di Gesù.
Lo abbiamo visto contemplare in silenzio la manifestazione del Messia a Israele.
Nella bottega del falegname lo abbiamo osservato mentre, intento al suo lavoro di artigiano, accudiva alla sua famiglia: un grande amore per la sua Sposa e per il Figlio che la Provvidenza gli ha affidato perchè lo custodisse e ne divenisse educatore e maestro: un vero padre per Gesù.
Ora siamo chiamati a invocarlo con fede e con amore. Imitiamolo e preghiamo perchè ci insegni la via dell'umiltà e della cooperazione al diffondersi del regno di Dio. BUONA FESTA!
 
 
 
 
 
leggi tutto
29 aprile 2019 Letto 51 volte
attenzione controllare il proprio turno
 Di seguito, e nello spazio apposito di lato, il turno
per il ministero dei Lettori nel MESE DI MAGGIO.
Ci sono variazioni rispetto al calendario parrocchiale.
grazie
[ 1 ]  2   3   4   5  >>
Copyright © 2011 Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - TharrosNet © 2011