Arcidiocesi di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

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13 novembre 2017 Letto 16 volte
L'attesa vigilante e la gioia dell'incontro
Colletta O Dio, la tua sapienza va in cerca di quanti ne ascoltano la voce, rendici degni di partecipare al tuo banchetto e fa’ che alimentiamo l’olio delle nostre lampade, perché non si estinguano nell’attesa, ma quando tu verrai siamo pronti a correrti incontro, per entrare con te alla festa nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo... La colletta di oggi ci fa intravedere il discorso che Gesù ci presenterà oggi nel vangelo. Il contesto della parabola è quello di una festa di nozze. La ritualità del matrimonio ebraico, passata, per molti dettaglia, anche nel nostro ambiente culturale sardo, prevedeva che la sposa attendesse l’arrivo dello sposo, in casa dei suoi genitori. Di solito ciò avveniva dopo il tramonto del sole: il corteo nuziale composto dallo sposo con i suoi amici e parenti giunto davanti alla casa della sua amata, bussava la porta e ottenuta il permesso dei genitori entrava per poterla portare nella sua casa. Alcune damigelle seguivano la sposa. Il rito non avveniva però sempre uguale e preciso: potevano verificarsi anche variazioni e ritardi: ad esempio quando si creavano discussioni con i genitori della sposa sulla dote, sul tipo e la quantità dei regali etc.. Ancora oggi in tutto il medio Oriente è molto importante discutere e tergiversare (un po’ come si fa nei bazar e nei mercati,) era buon segno anzi talvolta era auspicabile: più lunga era la discussione sulla dote e sui regali e più doveva crescere agli occhi dello sposo la preziosità e l’onorabilità della sua sposa. Il tirare in lungo le trattative era di buon auspicio. Alle spose di cui si parla nel vangelo di oggi invece si chiede non di tergiversare ma di preparare l’attesa dello sposo: “Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”, cioè: “Siate sempre pronte per l’arrivo di Cristo”. Per Gesù è saggio chi veglia, cioè chi pensa sempre, nel suo animo, al giorno prossimo dell’arrivo del Messia. Vivere significa attendere: la conclusione dell’anno liturgico, che ormai è nell’aria, ci stimoli a vivere in questa dinamica. Preghiera sulle offerte Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa’ che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore. Partecipare alla liturgia eucaristica non significa assistere come spettatori ma entrare nel vivo dell’evento che si celebra, attraverso le preghiere e i riti della Messa siamo chiamati a rivivere il sacrificio di Cristo: l’eucaristia ci fa penetrare nelle profondità del mistero. Tutto questo esige che noi partecipiamo pienamente e in maniera consapevole: solo così potremmo essere protagonisti della salvezza che Cristo ci ha regalato, ma che noi abbiamo accolto entrandovi pienamente. Preghiera dopo la comunione Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. L’eucaristia, specie quella assembleare della domenica è sempre un profondo rendimento di grazie a Dio per l’immensità dei suoi doni. La preghiera dopo la comunione mette sulle labbra del presbitero presidente la lode e il ringraziamento all’Eterno Padre per tutti i suoi doni e domanda che questi doni ricevuti nel sacramento eucaristico sostino stabilmente nella vita dei fedeli e la trasformino in una testimonianza efficace nel mondo.
7 novembre 2017 Letto 21 volte
PADRI? NE’ DI NOME NE’ DI FATTO…
Talvolta mi capita che qualcuno che non mi conosce personalmente, vedendo la camicia clerymen col colletto bianco, che indosso sempre anche al cinema, allo stadio e al supermercato mi chieda: "Lei è un padre?". Rispondo sempre con decisione: No! Anche se mi sarebbe piaciuto avere tanti figli. Può sembrare una battuta tranchant, in realtà quando sulla scia del brano di vangelo che ascoltiamo questa domenica, mi convinco sempre di più che, per essere fedeli alla richiesta di Gesù, nessun prete o vescovo potrebbe con leggerezza farsi attribuire questo termine. “Solo Dio è Padre. E tutti voi siete fratelli! Da diverse domeniche Gesù si scontra con i rappresentanti religiosi del suo tempo e, in questa contrapposizione, svela l'ipocrisia dei suoi interlocutori. Mi sento tirato in causa e continuamente punzecchiato, come cristiano e come prete. Gesù in modo aperto e senza peli sulla lingua, dice come ci si deve rapportare nei confronti di queste guide religiose: "osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere". Questi scribi e farisei, che hanno la pretesa di essere dalla parte di Dio, in realtà hanno se stessi come unico punto di riferimento. Dio è ridotto a piedistallo per la loro vanità. Domenica scorsa abbiamo sentito Gesù che chiedeva ai discepoli di amare Dio, con tutto se stessi e il prossimo, come se stessi. Oggi prosegue in questa direzione affermando che le parole "padre", "maestro" e "guida" sono vietate per il discepolo. Gesù in questa parte sembra essere assai chiaro e preciso: chiamare uno come amico richiama una relazione profonda e di reciproca confidenza, che altre parole non esprimono. Se uno è amico non lo chiamerò, “collega" o "conoscente". E mi sentirei offeso se un amico mi presentasse a un altro come "è un mio conoscente”. Gesù dice di non chiamare nessuno "maestro", "padre" e "guida": perché solo Dio è Padre, solo Gesù è Maestro e solo lo Spirito Santo è la nostra Guida, noi siamo tutti fratelli tra di noi. Siamo discepoli tutti allo stesso modo, perché tutti abbiamo sempre da imparare. Tutti abbiamo bisogno di essere guidati e nessuno può dirsi arrivato. Vietando queste parole non lo fa per creare difficoltà tra noi, ma per aiutarci a rimanere nella giusta sintonia nei confronti di Dio e dei fratelli. leggi tutto
6 novembre 2017 Letto 51 volte
il Centro diocesano di teologia propone temi e percorsi per la formazione di tutti i ministri che operano nelle nostre parrocchie
Per rispondere alle indicazioni del recente Sinodo diocesano Arborense e alle sollecitazioni contenute nella lettera pastorale OSARE IL VANGELO, che mons. Arcivescovo ha recentemente consegnato alla Chiesa di Dio che è in Oristano, il Centro Diocesano di teologia, diretto dal prof. Don Roberto Caria, lancia una serie di interessanti corsi e percorsi di formazione spirituale, teologica e ministeriale per chi presta un servizio alla comunità ecclesiale e/o per chi fosse interessato a prestare un ministero nelle nostre comunità parrocchiali. Sono inviti in modo speciale i ministri straordinari della comunione, i candidati al servizio dei lettori, cantori, salmisti, catechisti, operatori della carità, educatori e collaboratori a ogni livello. Il Percorso si svilupperà come descritto nel depliant allegato che si può scaricare. Chi fosse interessato può contattarmi privatamente. L'appuntamento è per l'inaugurazione dell'anno con la prolusione tenuta da mons. Arcivescovo: nell'aula magna della scuola in via Cagliari, 179 GIOVEDI' 9 novembre alle ore 18.
2 novembre 2017 Letto 32 volte
la feste dei Santi e il ricordo dei defunti per il cammino della vita
Anche noi abbiamo aperto il mese di novembre con due celebrazioni intense e solenni la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione dei Fedeli defunti. Un clima di speranza e di gioia ci hanno inondato: Dio ha un sogno per l’umanità, vuole che tutti siamo santi! Il disegno di Dio è che tutti noi assomigliamo sempre di più a Lui che ci ha infatti creati a sua immagine. Per questa occasione la Chiesa Cattolica ricorda ai credenti che dal pomeriggio del 1° novembre e per tutta la giornata del 2 novembre (una sola volta) sarà possibile ottenere l'indulgenza plenaria per i defunti visitando una chiesa, confessati e comunicati, recitando il Padre nostro e il Credo e pregando secondo le intenzioni del Santo Padre. Alle medesime condizioni l'indulgenza plenaria è concessa facendo visita al Cimitero e pregando per i defunti dal 1° all'8 novembre. Ma cosa è la Comunione dei santi? Il Catechismo della Chiesa Cattolica - Compendio, nn. 194 e 195, dice chiaramente: Tale espressione indica anzitutto la comune partecipazione di tutti i membri della Chiesa alle cose sante (sancta): la fede, i Sacramenti, in particolare l'Eucaristia, i carismi e gli altri doni spirituali. Alla radice della comunione c'è la carità che «non cerca il proprio interesse» (1 Cor 13,5), ma spinge il fedele «a mettere tutto in comune» (At 4,32), anche i proprio beni materiali a servizio dei più poveri. Tale espressione designa anche la comunione tra le persone sante (sancti), e cioè tra quanti per la grazia sono uniti a Cristo morto e risorto. Alcuni sono pellegrini sulla terra; altri, passati da questa vita, stanno purificandosi, aiutati anche dalle nostre preghiere; altri, infine, godono già della gloria di Dio e intercedono per noi. Tutti insieme formano in Cristo una sola famiglia, la Chiesa, a lode e gloria della Trinità. leggi tutto
29 ottobre 2017 Letto 34 volte
una chiave per comprendere le preghiere della Messa domenicale
La domanda rivolta a Gesù dai farisei, e che il vangelo di questa domenica riporta, potrebbe sembrare scontata, ma a ben guardare non lo è: per i contemporanei di Gesù, infatti, era difficile rispondere perché avevano 613 comandamenti e norme che dovevano conoscere e osservare per evitare il castigo di Dio. Per fortuna Gesù viene a rivelare un Dio totalmente diverso, un Dio che ama l'uomo e l'invita a fare altrettanto. COLLETTA O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita. L’orazione anticipa i temi della parola di Dio, specie del vangelo. Afferma in modo solenne che l’operato di Dio nei nostri confronti è sempre e solo l’amore. Il presbitero a nome di tutta l’assemblea, chiede a Dio che ci liberi da tutti gli idoli che invadono il nostro cuore. Spazzati via questi falsi dei saremmo più disposti ad amarlo, amando noi stessi per primo e, di conseguenza, anche il nostro prossimo. Cominciamo col domandarci: "Io, come mi amo?": Mi amo quando curo i miei bisogni dandogli tempo ed energia. Quindi amare gli altri, significa dar loro tempo ed energia. Ma il Vangelo non è un semplice invito a volerci bene, il Vangelo è lo strumento che ci permette di farlo, perché la buona notizia è che Dio ci ama; prende lui iniziativa di farlo perché sa che la condizione per amare è quella di sentirsi amati. Chi non si sente amato in se trova solo odio e rancore. Ecco perché è cosi importante amare anche Dio, dando tempo alla preghiera, perché stando con Lui, scopro il suo amore per me e per il mondo che mi circonda e imparo a nutrirmi di quest'amore. Questo è importante perché difficilmente trovo in me la forza e la voglia di ricominciare ad amare e perdonare ogni giorno. Per sentirmi amato devo dare tempo alla fonte di quest'amore. Il segno che oggi l'ho fatto è che desidero riversare quest'amore su qualcuno che ne ha bisogno. leggi tutto
26 ottobre 2017 Letto 40 volte
le preghiere del sacerdote: XXIX domenica del T. O.
TUTTO È DI DIO Colletta O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fa’ che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca te solo come unico Dio. Il vangelo di oggi presenta il tentativo di alcuni avversari di Gesù di tendergli un tranello: per noi ebrei -gli chiesero- è lecito o no pagare le tasse a Cesare, cioè all'imperatore romano? La domanda era davvero ben congegnata, perché qualunque fosse stata la risposta avrebbero avuto di che accusarlo. Se avesse risposto Sì, lo avrebbero denunciato presso i connazionali quale amico dei romani e quindi traditore del suo popolo; se avesse risposto No, lo avrebbero accusato presso le autorità romane di essere loro nemico. La risposta di Gesù fu per loro quanto meno sorprendente. Gesù si fa mostrare una moneta e chiede: Quest’immagine e l'iscrizione, di chi sono?. Di Cesare, fu l'ovvia risposta. E Gesù: Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio. Si potrebbe pensare che con quelle parole Gesù abbia trovato un abile modo di trarsi d'impaccio; ma in realtà non è così: con queste parole Gesù annuncia uno stile nuovo. Il potere politico è legittimo quando non accampi pretese assolutistiche: non tutto va a Cesare, perché c'è anche "qualcosa" che spetta a Dio. Pagare le tasse non piace a nessuno, ma è giusto e dunque doveroso farlo, perché è destinato a realizzare il bene comune (se poi il governo esagera nelle richieste o usa male il ricavato, in una moderna democrazia i cittadini possono manifestare il loro scontento, bocciandolo alle prossime elezioni); tuttavia allo Stato i cittadini potranno e dovranno dare non il proprio pensiero, non la propria libertà: insomma, non sé stessi. Gesù parlava a uomini che conoscevano bene la Bibbia; in particolare le pagine di Genesi dove si afferma che "Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò" (Gn 1,27). Dunque, come la moneta apparteneva a colui di cui recava l'immagine, così l'uomo appartiene a Colui di cui è l'immagine. In altre parole, l'uomo è tenuto a impegnarsi per il bene comune, deve concorrere a realizzare una società terrena giusta e solidale, ma nessuno Stato, nessun governante potrà mai pretendere autorità sulla sua coscienza, sulla sua dignità, sulla sua libertà. Peraltro l'uomo ha il dovere di non consegnare mai a nessuno la propria coscienza; non dovrà mai trascurare, per calcolo o per dimenticanza, che l'impegno nel mondo non esaurisce le sue valenze: il suo agire deve essere sempre coerente con la divina immagine di cui è portatore. Nella splendida Colletta di oggi questo chiediamo al Padre del cielo: che l’uomo impari da Dio a essere veramente libero e a riconoscersi di Dio. Preghiera sulle offerte Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Il mistero di Cristo al quale siamo invitati a partecipare offrendo il pane e il vino è il segno di una novità di vita. Il nostro dono che deponiamo sull’altare sia segno di una vera partecipazione alla storia che Dio intesse con l’umanità Preghiera dopo la comunione O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Partecipare all’Eucaristia domenicale ci consente di assaporare lo stile di Dio: egli vuole che l’umanità diventi sempre più un'unica famiglia. Se trattassimo bene ogni uomo potremmo sperimentare sulla terra la comunione fraterna che ci consentirebbe di vivere meglio “qui e ora” in attesa di essere “la famiglia” che Dio ama nell’eternità.
8 ottobre 2017 Letto 101 volte
Con un comunicato della Curia l'Arcivescovo ha reso note le nuove nomine
In data 6 ottobre mons. Arcivescovo ha accettato le dimissioni presentategli da don Antonello Cattide da parroco delle parrocchie di Vergine di Monserrato in Marrubiu e di Sant’Anna in Sant’Anna fraz. di Marrubiu. leggi tutto
8 ottobre 2017 Letto 47 volte
le orazioni del sacerdote che presiede la Messa (XVII domenica del T.O.)
Come servizio per il settimanale diocesano L'Arborense, quest'anno presenterò le preghiere che il sacerdote proclama, a nome di tutta l'assemblea, durante la celebrazione eucaristica domenicale. Pensando di fare cosa gradita e utile anche ai miei parrocchiani le pubblicherò anche nel nostro sito. leggi tutto
3 ottobre 2017 Letto 92 volte
Inuagurazione anno catechistico e MANDATO ai catechisti parrocchiali
Domenica 1 ottobre con l’inizio del mese missionario, la nostra comunità parrocchiale, dopo aver riflettuto e programmato coinvolgendo i vari organismi parrocchiali, ha inaugurato il nuovo anno pastorale. “Credo la Chiesa Apostolica: per crescere nella comunione col Papa, col Vescovo, e tra di noi seguendo l’esempio e lo stile della Chiesa degli Apostoli”: questo il programma pastorale in continuità con gli anni precedenti. È stata una giornata di festa: durante la messa solenne con la presenza dei bambini e dei ragazzi del catechismo, accompagnati dai genitori, il nostro parroco ha chiamato, benedetto e conferito il MANDATO al Gruppo formato da 21 catechisti; con la benedizione solenne i catechisti hanno iniziato il loro delicato e prezioso servizio ministeriale; i catechisti si sono presentati davanti all’Altare e all’assemblea e hanno ricevuto l’assegnazione della classe. Per ogni gruppo-classe, come sempre, ci saranno non un catechista ma un piccolo “gruppo” di tre o quattro operatori della catechesi, perché appaia sempre meglio il senso comunitario: “è ormai chiaro che dobbiamo lavorare insieme - ha precisato il nostro parroco durante la celebrazione – il cammino dell’Iniziazione cristiana non è un fatto o una responsabilità privata della catechista o del parroco ma deve riguardare ogni fedele che “abita” questa porzione del popolo di Dio che è la parrocchia, ogni parrocchiano dunque e tutta la comunità insieme. Don tonino ha poi affidando alle catechiste la custodia e il cammino di crescita spirituale dei ragazzi e alla comunità l’accompagnamento spirituale di quest’opera di evangelizzazione così importante nella vita della nostra parrocchia. Anche i genitori sono stati invitati a essere sempre più presenti e partecipi all’opera di formazione e alla crescita dei loro figli. Al termine della Messa il parroco ha voluto incontrare i genitori: un momento di fraternità ha inaugurato il nostro nuovo anno pastorale. Per i catechisti e gli altri operatori pastorali l’appuntamento è al Convegno ecclesiale diocesano in programma sabato 14 ottobre in Cattedrale, durante il quale i catechisti riceveranno dal nostro vescovo il mandato diocesano. Buon anno a tutti.
30 settembre 2017 Letto 101 volte
PROGRAMMAZIONE ANNO: Turno dei Lettori e indicazioni per i Ministri della Comunione
Prosegue nella nostra comunità parrocchiale la delicata e preziosa fase di Programmazione del nuovo anno pastorale. Con gli imput forniti dal Consiglio Pastorale, dopo aver incontro il gruppo dei catechisti, giovedì 28 settembre si sè riunito il Gruppo dei LETTORI e quello dei MINISTRI straordinari della Comunione. Don Tonino ha richiamato i valori fondamentali che stanno alla base del ministero della proclamazione della Parola di Dio nelle nostre assemblee liturgiche: l’importanza della preparazione tecnica ma anche spirituale. La formazione biblica rimane un fondamento essenziale nella nostra comunità parrocchiale. Ogni giorno durante la celebrazione della Santa Messa si tiene sempre una breve omelia (anche se qualche fedele è insofferente…). L’esempio e l’importanza dell’omelia quotidiana ci viene dal Santo Padre: papa Francesco tutti i giorni, nella cappella di Santa Marta, all’inizio della giornata di lavoro, celebra la Santa Eucaristia e tiene sempre una breve omelia. La Parola annunciata è il primo dovere e il primo impegno dei pastori: altre occasioni di avvicinamento alla sacra Scrittura è la celebrazione della messa domenicale. Nel tempo di Avvento e in quello di Quaresima (ormai da 3 anni) ci si riunisce in varie famiglie (di solito il lunedì pomeriggio o dopo cena) e insieme si legge e ci si confronta con la Parola di Dio. Il gruppo dei Lettori da quest’anno propone un incontro mensile di contemplazione della Parola di Dio, con approfondimenti tecnici e consigli indispensabili per coloro che svolgono il ministero di lettore ma anche per tutti coloro che fossero interessati a un cammino di approfondimento della Sacra Scrittura. La veglia di preghiera si terrà il primo giovedì di ogni mese ad iniziare dal mese di ottobre (giovedì 5 ottobre ore 18,30). Il gruppo dei ministri straordinari della Comunione riprende il delicato ministero di portare la santa comunione ai fratelli e alle sorelle anziani e malati che non posso partecipare alla celebrazione comunitaria in chiesa. Di solito i ministri partecipano alla Messa delle ore 10,30 e subito dopo portano la Comunione ai fratelli nelle loro case. Cercheranno, come sempre, di venire incontro alle varie esigenze dei nostri fratelli sofferenti. Rivolgo un caloroso invito a tutti coloro che desiderassero prestare con generosità il proprio tempo nel ministero dei lettori ed eventualmente anche in quello straordinario della Comunione. leggi tutto
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