ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Telefono fisso: 0783/296719  

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

PEC: toninozedda@pec.virgilio.it  

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24 aprile 2020 Letto 52 volte
prepariamoci alla ripresa delle attivitÓ pastorali: gradualitÓ e sicurezza
Sorelle e fratelli
 
il Vicario Generale mons. Paolo Ghiani, su mandato dell'Arcivescovo Roberto, ha inviato a tutte le comunità parrocchiali dell'Arcidiocesi una serie di indicazioni, suggerimenti e norme in vista di una prima ripresa delle attività liturgiche e pastorali delle nostre parrocchie.
Vi prego di leggerle attentamente: appena possibile sarà mia cura riunire il Consiglio Pastorale Parrocchiale per decidere insieme come attuare queste e le altre norme che verranno emanate, nei prossimi giorni, dalla Conferenza episcopale italiana e sarda.
Anche l'Arcivescovo ha promesso nuove e definitive NORME:
Vi prego di leggere attentamente il decreto allegato e di cominciare a parlarne in famiglia. Vi saluto con tanto affetto in attesa di poterci incontrare tutti insieme come comunità parrocchiale
 
23 aprile 2020 Letto 56 volte
in attesa che finisca il tempo della quarantena forzata in casa
 

 

Sia lodato Gesù Cristo!

Sorelle e fratelli,

la grazia del Signore nostro Gesù Cristo che ha vinto la morte ed è risorto glorioso sia sempre nei vostri cuori e nelle vostre famiglie.

Se Dio è con noi chi sarà contro di noi? diceva san Paolo ai cristiani di Roma.

Questa tremenda epidemia che ci ha costretti nelle nostre case allontanandoci dall’assemblea liturgica, dalla vita ecclesiale e sociale ci dicono stia per finire.

Il Coronavirus ha fiaccato la nostra resistenza, ha messo in crisi le nostre certezze, ha disseminato di morti e di dolore tutta l’Italia e il mondo intero, ha chiesto un sacrificio enorme a livello economico e sociale, ci ha fatto soffrire enormemente eppure non ci ha distrutti. Tante voci, ufficiali e meno, dicono che sta per cessare questa lunga quarantena: stiamo uscendo fuori dal tunnel, presto ci rialzeremo. Dicono però che prima che la situazione riprenda una parvenza di normalità, dovremmo tutti attraversare una sorta di terra di mezzo, ci sarà cioè un tempo più meno lungo di rientro alle attività, sarà un tempo molto delicato perché il Coronavirus rimane in mezzo a noi, solo un adeguato vaccino potrà garantirci salute e protezione. Fin a quel momento le attività dovranno per forza riprendere gradualmente. Anche per ciò che riguarda la vita festiva e feriale, e tutte le attività della nostra comunità parrocchiale.

In questa logica appena sarà decisa la data della conclusione di questa prima fase, dopo aver ascoltato le autorità di governo e il nostro vescovo, decideremo le modalità per i nostri incontri liturgici e pastorali.

In ogni caso, tenuto conto che le Autorità di governo hanno deciso che le scuole non riapriranno se non nel mese di settembre (e cioè dopo la pausa estiva), mi è sembrato opportuno (dopo un primo confronto col Consiglio Pastorale e con il gruppo dei Catechisti) decidere che tutte le tappe dei sacramenti (Matrimoni, Battesimi, Cresime, Prime Comunioni e Prime Confessioni) siano rinviate a data da destinarsi, non prima che sia passata tutta l’estate.

Attendiamo le norme che mons. Arcivescovo vorrà emanare.

Nel frattempo continuo ad assicurare la mia preghiera affettuosa e quotidiana per tutte le famiglie della parrocchia e per tutti i fedeli della nostra comunità. In questa durissima quarantena, ogni giorno ho pregato per voi, ho celebrato la Santa Messa, la Liturgia delle Ore e tutti i riti della Quaresima e della Pasqua sempre da solo ma in comunione con tutti voi: vi ho sentito vicini e partecipi, non mi sono mai sentito davvero solo. Di questo e di tutto il vostro affetto Vi ringrazio, in attesa di riabbracciarvi. Un affettuoso pensiero a tutti gli anziani, malati e poveri.

19 aprile 2020 Letto 53 volte
seconda domenica di Pasqua: in Albis
 

Durante questa settimana, molte letture hanno ricordato le apparizioni di Gesù Risorto a chi, nella vita terrena, gli era stato accanto: Maria Maddalena; Pietro e Giovanni, i discepoli di Emmaus, gli Undici, ai quali appare più di una volta e in diversi luoghi.
Ora, a conclusione dell’Ottava di Pasqua, si celebra la Domenica in Albis (domenica in cui le bianche vesti vengono deposte), definita così perché, un tempo, quando i Battesimi avvenivano solo durante la Veglia pasquale, i neofiti (cioè coloro che avevano ricevuto i sacramenti) erano tenuti a indossare la tunica bianca per tutta la settimana.

Questa domenica è anche chiamata della Divina Misericordia Dall’anno 2000, questa domenica è dunque anche la festa della Divina Misericordia, istituita da Giovanni Paolo II. La richiesta fu fatta direttamente da Gesù, in tante apparizioni a Suor Faustina Kowalska (1905-1938, Polonia), canonizzata proprio da Papa Wojtyla, nel 2000.
La Santa proveniva da una famiglia molto umile ed aveva studiato poco e, dopo aver lavorato come domestica presso alcune famiglie benestanti, a 20 anni entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Diamo uno sguardo alla Liturgia della Parola di oggi.

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13 aprile 2020 Letto 60 volte
Un Giorno Santo che non pu˛ essere contenuto ma coinvolge il nostro tempo e la nostra storia
 OTTAVA DI PASQUA 

La Celebrazione della Pasqua si sviluppa come un unico grande giorno composto da cinquanta giorni: per le sette settimane che si sono aperte domenica e culmineranno con la Pentecoste: una settimana di settimane, dunque, la prima delle quali vale come una domenica lunga sette giorni (detta appunto Ottava di Pasqua).

La Domenica di Pasqua e i sette giorni successivi sono un momento speciale per gioire della gloria della Resurrezione

L’Ottava di Pasqua è una delle celebrazioni liturgiche meno note nella Chiesa cattolica. Include la Domenica di Pasqua e i sette giorni seguenti, culminando nella celebrazione della Domenica della Divina Misericordia (meglio nota come Domenica in Albis).

A partire almeno dal III o IV secolo, i cristiani hanno iniziato a estendere alcune feste oltre il giorno iniziale. Ciò significava che le gioiose celebrazioni della Domenica di Pasqua venivano prolungate e duravano otto giorni pieni. I cristiani trattavano infatti ogni giorno dell’Ottava come se fosse la Domenica di Pasqua. Questa tradizione è stata conservata dal rito romano e da molti dei riti orientali, in cui le letture e gli atti liturgici di ogni giorno imitano ciò che è accaduto la Domenica di Pasqua. Il Messale Quotidiano di Sant’Andrea spiega il legame tra l’Ottava di Pasqua e i nuovi membri battezzati della Chiesa cattolica:

L’Ottava di Pasqua, durante la quale in precedenza non si svolgeva alcun lavoro servile, era una festa continua. Ogni giorno, i neofiti assistevano alla Messa [in una chiesa diversa di Roma] e ricevevano la Santa Comunione. La sera si recavano a San Giovanni in Laterano per l’ufficio dei Vespri.

I neofiti che avevano ricevuto i sacramenti dell’Iniziazione cristiana durante la solenne Veglia di Pasqua indossavano la veste battesimale durante l’intera Ottava. Per questo motivo la seconda Domenica di Pasqua era chiamata Dominica in Albis (deponendis), domenica per deporre (mettere da parte) l’abito bianco.

Se queste particolari tradizioni battesimali non vengono più praticate dalla Chiesa cattolica, l’Ottava di Pasqua resta un momento di celebrazione per i fedeli di tutto il mondo, e vuole essere un periodo gioioso per rimanere ancorati alla bellezza della Resurrezione del Signore. È un momento per festeggiare, lodare Dio e godere della compagnia di familiari e amici. Sono passati i giorni del digiuno quaresimale! (Anche l’astinenza settimanale del venerdì, che molti cattolici praticano tutto l’anno, viene sospesa il Venerdì di Pasqua). È il momento di fare festa: CRISTOS ANESTI…!

12 aprile 2020 Letto 60 volte
celebriamo la Pasqua di Ges¨ e la nostra Pasqua

 BUONA PASQUA: celebriamo nella gioia la vittoria di Cristo sulla morte... non solo sulla Sua morte in croce... ma anche sulle nostre morti.

 
 

Siamo chiamati a rinascere a vita nuova,

a risvegliarci dal sonno opprimente,

ad alzarci di nuovo in piedi.

 

Nella Messa del giorno di Pasqua

un bellissimo brano evangelico, tratto da san Giovanni,

che fa riferimento al sepolcro vuoto.

Il segno della Risurrezione è un sepolcro vuoto,

ordinato e pulito ma pure vuoto.

Cristo è risorto:

la morte non è riuscita a trattenerlo,

non ha potere su di Lui

e non avrà potere neppure suoi suoi discepoli.

Coraggio, allora,

manifestiamo nella vita

la forza della risurrezione

 

Alleluia!

 

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11 aprile 2020 Letto 45 volte
mentre Cristo riposa nel sepolcro... la Chiesa attende che il Pastore delle pecore si risvegli e si rialzi! Nella Veglia celbriamo la vittoria!
 

Il Sabato santo celebra il mistero della sepoltura: quel sepolcro vuoto, che prepara il trionfo al di là di tutte le apparenze, sottolinea nel cristianesimo l’importanza della speranza.

Mattina  e pomeriggio di silenzio e di preghiera. 

La Chiesa tace e attende.

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10 aprile 2020 Letto 45 volte
GESU' DIVINO PAZIENTE, ABBI PIETA' DI NOI
 

Venerdì della Passione

 

del Nostro Signore Gesù Cristo

 

 

Per le sue piaghe siamo stati guariti. I profeti descrivono la figura del Servo del Signore mentre attua la sua missione di liberare il popolo oppresso dai peccati. E' come un agnellino innocente, carico dei peccati della sua gente, che si lascia condurre in silenzio al macello. Proprio dalla sua morte, liberamente accettata, sgorga la liberazione dell'umanità. Cristo crocifisso è il vero agnello immolato, con il suo sacrificio offerto una volta per tutte rende la suprema testimonianza al mondo dell'infinito amore del Padre che vuole ricreare proprio per il sangue versato dal Figlio suo la nuove ed eterna alleanza.

 

 Una morte per la vita.

E' una passione gloriosa quella di Cristo: l'apparente sconfitta si rivolge in una prodigiosa vittoria sulla morte e sul peccato, diventa la fonte della vera vita. Gesù stesso l'aveva predetto: Quando sarò innalzato sulla Croce, attirerò tutti a me. La Chiesa  invoca Cristo crocifisso per tutte le necessità del mondo, prega particolarmente per l'unità dei cristiani perché la croce, ancora una volta svela la drammaticità delle divisioni. Si divisero la mie vesti, sulla mia tunica gettarono la sorte. Quest'anno vogliamo pregare in modo particolare per tutti sofferenti e defunti a causa della pandemia.

 

 

Guarderanno a colui che hanno trafitto. Il rifiuto di un popolo riassume le ostilità, l'incredulità, l'avversione dell'uomo di ogni tempo nei confronti della verità, della giustizia, dei valori sacri ed inviolabili dati da Dio. Il gesto dell'adorazione della croce diventa l'umile riconoscimento delle proprie colpe e l'esplicita affermazione nella fede che Cristo per la sua croce ci ha redenti, il riconoscimento della sua regalità e l'impegno a vivere nell'obbedienza a Dio. Solo così la nostra adorazione porterà frutti salutari di conversione.

 

1. In questo giorno in cui Cristo nostra Pasqua è stato immolato, la Chiesa con la meditazione della Passione del suo Signore e Sposo e con l'adorazione della Croce commemora la sua origine dal costato aperto di Cristo, che riposa sulla Croce, e intercede per la salvezza di tutto il mondo. 

 

2. In questo giorno la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l'Eucaristia; quest'anno poi tutti siamo invitati a partecipare dalle nostre case, a guardare attraverso le immagini televisive che ci giungono da Roma (da Papa Francesco) o da Oristano (dal nostro vescovo), siamo chiamati a unirci alla preghiera della Chiesa.

La santa Comunione viene distribuita solo in via spirituale.

Il Venerdì della Passione del Signore è giorno di penitenza obbligatoria in tutta la Chiesa, da osservarsi con l'astinenza e il digiuno.

 

In questo giorno sono strettamente proibite le celebrazioni dei sacramenti, eccetto quelli della Penitenza e dell'Unzione degli infermi. Le esequie siano celebrate senza canto e senza il suono dell'organo e delle campane.

 

 Si raccomanda che l'Ufficio della lettura e le lodi Mattutine di questo giorno siano celebrati da tutti i fedeli e dai sacerdoti.

 

Si faccia la celebrazione della Passione del Signore nelle ore pomeridiane e specificamente circa le ore quindici nel pomeriggio.  

 

Si rispetti religiosamente e fedelmente la struttura dell'azione liturgica della Passione del Signore (Liturgia della Parola, Adorazione della Croce e santa Comunione), che proviene dall'antica tradizione della Chiesa. A nessuno è lecito apportarvi cambiamenti di proprio arbitrio.

 

Per quanto è possibile non trascuriamo Via Crucis, da celebrare in casa coi nostri parenti e amici oppure seguendo quella del Papa da Piazza San Pietro o quella dell'Arcivescovo dalla chiesa di San Francesco ikn Oristano.

 

 
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9 aprile 2020 Letto 67 volte
Significato e celebrazione in comunione spirituale
 Per passare dal buio della nostra vita alla luce della Sua Pasqua

 Il Triduo Pasquale è il centro di tutto l’Anno Liturgico e non c’è celebrazione più importante di questa per noi cristiani.

 

Celebreremo anche quest’anno l’atto di obbedienza per il quale siamo stati salvati, il gesto d’amore che ci ha ridato la Vita per sempre!

 

Durante il Triduo Pasquale non rievochiamo un avvenimento del passato a modo di commemorazione, come si può fare per qualsiasi evento tragico, ma celebriamo la passione, morte e resurrezione del Signore Gesù a modo di Mistero. L’evento della crocefissione, agonia, morte e resurrezione di Gesù, si riattualizza, si rende presente negli effetti salvifici. Per mezzo della celebrazione del Triduo Pasquale l’evento della nostra salvezza diviene contemporaneo a noi e noi a lui.

 

Attraverso catechesi e tempi di preghiera personale e comunitaria ci prepariamo a comprendere e accogliere la salvezza di Gesù Cristo che dà la vita per noi.

 

Comprende il Venerdì santo, il Sabato santo e la Domenica di Risurrezione. Dato però il carattere pasquale della Cena del Signore, entra nella celebrazione del Triduo anche la Messa vespertina del Giovedì santo.

 

La Domenica di Pasqua è insieme l’ultimo giorno del Triduo, e il primo del tempo di Pasqua. Il grande Triduo costituisce il cuore delle celebrazioni pasquali e di tutta la vita ecclesiale.

 

I tre giorni presentano successivamente i vari aspetti del Mistero:

 

Il Venerdì santo celebra la Passione, che culmina, nella morte: ci fa vedere Cristo che ha assunto su di sé il nostro tragico destino, fino a caricarsi sulle spalle i nostri peccati.

 

Il Sabato santo celebra il mistero della sepoltura: quel sepolcro vuoto, che prepara il trionfo al di là di tutte le apparenze, sottolinea nel cristianesimo l’importanza della speranza.

 

La notte e il giorno di Pasqua presentano il culmine dell’evento pasquale: il trionfo di Cristo sulla morte, che conferisce a tutto il messaggio evangelico il suo carattere decisamente positivo di gioia e di vittoria.

 

L’unità del Triduo, che salda i giorni in un’unica celebrazione, sottolinea di riflesso l’unità del Mistero: nella Pasqua di Cristo, morte e risurrezione sono inseparabili, perché la novità di vita scaturisce dall’immolazione redentrice. Se ci si lascia pienamente coinvolgere nelle celebrazioni di questi giorni, lo sguardo della fede si rinnova: si può misurare allora lo splendore della grazia, e comprendere l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del sangue che ci ha redenti (orazione II domenica di Pasqua). E con la fede, si rinnova tutta l’esistenza: si cammina ‘in novità di vita’ (Rm 6,4), come in un mattino di primavera.

 

Il Triduo pasquale è dunque un tutto profondamente unitario: celebrare il Triduo pasquale in pienezza comporta il partecipare a tutti i riti previsti, senza sottrazione. È decisivo percepire l’intreccio inscindibile dei tre aspetti del mistero di Cristo: “Crocifisso-Sepolto-Risorto” (S.Agostino); ciascuno richiama e implica gli altri. Si tratta di una morte, ma “gloriosa”; di una discesa (agli inferi), ma “elevante”; di una risurrezione, ma dell’Agnello immolato, che con i segni della passione vive immortale.

 

 

 

Triduo Pasquale

 

 

Il Triduo della Passione e della Risurrezione del Signore risplende al vertice dell'anno liturgico, poiché l'opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per mezzo del mistero pasquale, col quale, morendo, ha distrutto la nostra morte, e risorgendo, ci ha ridonato la vita. La preminenza di cui gode la domenica nella settimana, la gode la Pasqua nell'anno liturgico.  Nella Messa vespertina di questo giovedì Santo facciamo memoria della Cena Pasquale che precedette la Passione, Gesù inaugura la Nuova ed Eterna Alleanza nel suo sangue: quest'anno non possiamo celebrare il segno eloquente della lavanda dei piedi: Gesù volle lavare i piedi dei discepoli e ordinò ai disceoli di fare altrettanto.

 

 

 
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2 aprile 2020 Letto 75 volte
Dopo le norme emanate dall'Arcivescovo di Oristano... Ecco gli adattamenti per la nostra parrocchia
 

DOPO LE NORME PER LE CELEBRAZIONI LITURGICHE

 

 

DELLA SETTIMANA SANTA 2020 emanate da

 

 

Sua Ecc.nza Rev.ma Mons. ROBERTO CARBONI

Arcivescovo Metropolita di Oristano


Ecco gli adattamenti per la nostra Comunità parrocchiale

 

Sorelle e fratelli,

la Quaresima volge al termine, stiamo per entrare nei giorni più santi dell’Anno Liturgico: dalla domenica delle Palme celebreremo e perciò rivivremo i misteri della nostra fede :  dall’ingresso di Gesù a Gerusalemme, fino alla notte della Cena pasquale, al Getsemani, faremo memoria dell’arresto e del processo a Gesù, la sua condanna, la passione e la morte in Croce, lo seguiremo nel sepolcro e lo rincontreremo nel giardino di Pasqua con le donne e nelle strade verso Emmaus coi discepoli.

In continuità con i giorni della Quaresima, vissuti in clima di digiuno dalle celebrazioni comunitarie, anche per la Settimana Santa ci viene richiesto di viverla nella diaspora fisica, ciascuno nelle proprie famiglie: so che è un sacrificio, so che sarà una Pasqua diversa da tutte le altre, pur non potendo incontrarci insieme, fare assemblea, costituirci come popolo santo di Dio, siamo chiamati nondimeno a sintonizzarci con la Chiesa sparsa nel mondo, siamo chiamati a vincere la distanza e a trovarci uniti al Papa che guida la Chiesa intera, col nostro Vescovo che presiede l’assemblea diocesana e con tutte le comunità raccolte dai rispettivi pastori: siamo inviati a fare Pasqua e a fare chiesa insieme lontani ma in comunione gli uni gli altri: senza questa comunione non può esserci celebrazione né Pasqua.

Durante la Quaresima, abbiamo sperimentato restrizioni e distanze, abbiamo cercato di crescere nella comunione e nella fraternità ritrovandoci uniti nella preghiere e nel sentire ecclesiale: come vostro parroco ho celebrato ogni giorno la Santa Messa, senza la presenza fisica del Popolo di Dio, non vi nascondo che è stato molto difficile e impegnativo superare le distanze e cercare ugualmente la comunione spirituale con ciascuno di voi: alcuni confratelli parroci arborensi  hanno offerto la celebrazione della Messa (e di altre preghiere, come rosari, Via Crucis, adorazione eucaristica etc) in diretta tramite Facebook o talvolta in streaming nel canale Youtube. Io ho preferito non cimentarmi in questa nuova metodologia che possiede, indubbiamente, tanti aspetti positivi anche psicologici e affettivi, e l’esempio delle dirette televisive (della Rai o di altre reti) della Messa domenicale (penso soprattutto ai malati e agli anziani) o degli interventi del Papa lo testimoniano da decenni. Anche la riscoperta della Comunione Spirituale come strumento altissimo di preghiera è una realtà molto positiva.

Ho deciso di proporre ogni giorno un piccolo pensiero sulla liturgia della Parola quotidiana che ho trasmesso su tutte le pagine wathzapp dei gruppi parrocchiali e una piccola rubrica di catechesi per i ragazzi e le loro famiglie. Non è molto ma ho cercato di farlo con impegno e costanza.

Ed ecco giungere i giorni della Settimana Santa,

dopo aver riflettuto e pregato, ho voluto chiedere il parere ai membri del Consiglio pastorale parrocchiale e del Consiglio per gli Affari Economici e di altri collaboratori

ho deciso, seguendo anche le indicazioni, della Congregazione per il Culto Divino, dei vescovi italiani e del nostro arcivescovo di proporre a tutta la comunità di San Giuseppe lavoratore di celebrare i riti della Settimana Santa, (la domenica delle Palme e poi il Triduo sacro), stando nelle vostre case, con le vostre famiglie. Vi chiedo di seguire, di partecipare con impegno e senso di fede ai riti presieduti da Papa Francesco e proposti in diretta televisiva dalla Rai e da SAT200, che si terranno nella Basilica di San Pietro in Vaticano (secondo gli orari descritti più avanti); oppure sarebbe bello partecipare alle celebrazioni dell’Arcivescovo mons. Roberto Carboni, che saranno anch’esse trasmesse in diretta dalla emittente locale SuperTv, nel canale 605 del digitale terrestre.

Questa proposta nasce da un semplice ragionamento che ho fatto: in caso di diretta sul mio canale Facebook moltissimi membri della nostra comunità, soprattutto i malati e gli anziani che magari non hanno un profilo Fb e hanno difficoltà nell’uso dei social, di fatto sarebbe stati esclusi ugualmente. Queste stesse persone invece possono facilmente seguire (e di fatto seguono) le trasmissioni della TV.

Di fatto io continuerò ogni giorno (e anzi cercherò di migliorare) le riflessioni bibliche e la catechesi coi raccontini per i ragazzi, che sto pubblicando ogni giorno, sia sui vari gruppi wathzapp sia sul mio profilo Fb.

 

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28 marzo 2020 Letto 33 volte
adeguiamo il nostro tempo comunitario
 

 

PIU' LUCE, PIU' LUCE

 

Questa notte, tra sabato e domenica 29 marzo, torna l'ora legale: è necessario dunque spostare le lancette dell'orologio in avanti di un'ora.

A motivo di questo cambiamento dormiremo  un'ora in meno, ma potremo usufruire di un'ora in più di luce: ci sarà un grande risparmio energetico per tutta la società.

 

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