ARCIDIOCESI di
Oristano
Mons. ANTONINO ZEDDA (don Toz)

Telefono fisso: 0783/296719  

Cellulare: 3475412899 

sanjoseph@virgilio.it    (mail ufficiale della parrocchia)

toninozedda@virgilio.it  (mail personale)

PEC: toninozedda@pec.virgilio.it  

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31 dicembre 2019 Letto 105 volte
questa sera Messa e TeDeum di ringraziamento in parrocchia alle ore 18,30
 

Addio 2019 e grazie… Benvenuto 2020.

Si chiude un altro anno, spero tutto sommato positivo per ciascuno di voi, con le sue luci e le sue ombre. Le gioie e i dolori che abbiamo sperimentato sono un dono di Dio.

Da cosa si giudica un anno? E una vita?

Penso che una vita si giudichi, seguendo il vangelo, da quanto ha saputo amare. O ha voluto amare. O avrebbe voluto amare. La vita è una gigantesca caccia al tesoro, una scommessa che ci spinge alla ricerca, che ci invita ad andare oltre l'apparenza, a scoprire la nostra anima e a liberare la luce che già abita il nostro cuore.

Per riuscire a sopportare e a supportare le inevitabili sofferenze che incontriamo, evitando però quelle che ci costruiamo da noi!, e accogliendo le tante gioie che incontriamo.

Ma, soprattutto, cercando di cogliere negli eventi un progetto, un disegno, un piano non sempre evidente ma che, pure, la fede ci permette di individuare nelle cose che facciamo. Dio ha un progetto di bene su di noi e sulle nostre vite. Possiamo collaborare alla salvezza del mondo accogliendo la salvezza e, per quanto possibile, vivendo da salvati.

Così affrontiamo con intensa e intima serenità il tempo che ancora ci sarà donato.

Buona fine d’anno e migliori principi!

27 dicembre 2019 Letto 82 volte
da un'antica omelia... sempre attuale
Oggi, dilettissimi, è nato il nostro Salvatore: rallegriamoci! Non è bene che vi sia tristezza nel giorno in cui si nasce alla vita, che, avendo distrutto il timore della morte, ci presenta la gioiosa promessa dell'eternità. Nessuno è escluso dal prendere parte a questa gioia, perché il motivo del gaudio è unico e a tutti comune: il nostro Signore, distruttore del peccato e della morte, è venuto per liberare tutti, senza eccezione, non avendo trovato alcuno libero dal peccato.

 

 

Esulti il santo, perché si avvicina al premio. Gioisca il peccatore, perché è invitato al perdono. Si rianimi il pagano, perché è chiamato alla vita. Il Figlio di Dio, nella pienezza dei tempi che il disegno divino, profondo e imperscrutabile, aveva prefisso, ha assunto la natura del genere umano per riconciliarla al suo Creatore, affinché il diavolo, autore della morte, fosse sconfitto, mediante la morte con cui prima aveva vinto. In questo duello, combattuto per noi, principio supremo fu la giustizia nella più alta espressione. Il Signore onnipotente, infatti, non nella maestà che gli appartiene, ma nella umiltà nostra ha lottato contro il crudele nemico. Egli ha opposto al nemico la nostra stessa condizione, la nostra stessa natura, che in lui era bensì partecipe della nostra mortalità, ma esente da qualsiasi peccato.

E' estraneo da questa nascita quel che vale per tutti gli altri: «Nessuno è mondo da colpa, neppure il fanciullo che ha un sol giorno di vita». Nulla della concupiscenza della carne è stato trasmesso in questa singolare nascita; niente è derivato ad essa dalla legge del peccato. E' scelta una vergine regale, appartenente alla famiglia di David, che, destinata a portare in seno tale santa prole, concepisce il figlio, Uomo-Dio, prima con la mente che col corpo. E perché, ignara del consiglio superno, non si spaventi per una inaspettata gravidanza, apprende dal colloquio con l'angelo quel che lo Spirito Santo deve operare in lei. Ella non crede che sia offesa al pudore il diventare quanto prima genitrice di Dio. Colei a cui è promessa la fecondità per opera dell'Altissimo, come potrebbe dubitare del nuovo modo di concepire? La sua fede, già perfetta, è rafforzata con l'attestazione di un precedente miracolo: una insperata fecondità è data a Elisabetta, perché non si dubiti che darà figliolanza alla Vergine chi già ha concesso alla sterile di poter concepire.

II - La mirabile economia del mistero del Natale

Dunque il Verbo di Dio, Dio egli stesso e Figlio di Dio, che «era in principio presso Dio, per mezzo del quale tutto è stato fatto e senza del quale neppure una delle cose create è stata fatta», per liberare l'uomo dalla morte eterna si è fatto uomo. Egli si è abbassato ad assumere la nostra umile condizione senza diminuire la sua maestà. E' rimasto quel che era e ha preso ciò che non era, unendo la reale natura di servo a quella natura per la quale è uguale al Padre. Ha congiunto ambedue le nature in modo tate che la glorificazione non ha assorbito la natura inferiore, né l'assunzione ha sminuito la natura superiore. Perciò le proprietà dell'una e dell'altra natura sono rimaste integre, benché convergano in una unica persona. In questa maniera l'umiltà viene accolta dalla maestà, la debolezza dalla potenza, la mortalità dalla eternità. Per pagare il debito, proprio della nostra condizione, la natura inviolabile si è unita alla natura che è soggetta ai patimenti, il vero Dio si è congiunto in modo armonioso al vero uomo. Or questo era necessario alle nostre infermità, perché avvenisse che l'unico e identico Mediatore di Dio e degli uomini da una parte potesse morire e dall'altra potesse risorgere. Pertanto si deve affermare che a ragione il parto del Salvatore non corruppe in alcun modo la verginale integrità; anzi il dare alla luce la Verità fu la salvaguardia del suo pudore. Tale natività, dilettissimi, si addiceva a Cristo, «virtù di Dio e sapienza di Dio»; con essa egli è uguale a noi quanto all'umanità, è superiore a noi quanto alla divinità. Se non fosse vero Dio non porterebbe la salvezza, se non fosse vero uomo non ci sarebbe di esempio. Perciò dagli angeli esultanti si canta nella nascita del Signore: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli» e viene annunciata «la pace in terra agli uomini di buona volontà» . Essi, infatti, comprendono che la celeste Gerusalemme sta per essere formata da tutte le genti del mondo. Or quanto gli umili uomini devono rallegrarsi per quest'opera ineffabile della divina misericordia, se gli angeli eccelsi tanto ne godono?

III - La vita della nuova creatura

Pertanto, dilettissimi, rendiamo grazie a Dio Padre mediante il suo Figlio nello Spirito Santo, poiché la sua grande misericordia, con cui ci ha amato, ha avuto di noi pietà. «Quando ancora noi eravamo morti a causa dei nostri peccati, ci ha vivificati con Cristo» per essere in lui una nuova creatura e una nuova opera. Dunque spogliamoci del vecchio uomo e dei suoi atti . Ora che abbiamo ottenuto la partecipazione alla generazione di Cristo, rinunciamo alle opere della carne. Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e, reso consorte della natura divina, non voler tornare con una vita indegna all'antica bassezza. Ricorda di quale capo e di quale corpo sei membro. Ripensa che, liberato dalla potestà delle tenebre, sei stato trasportato nella luce e nel regno di Dio. Per il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito santo: non scacciare da te con azioni cattive un sì nobile ospite e non ti sottomettere di nuovo alla schiavitù del diavolo, perché ti giudicherà secondo verità chi ti ha redento nella misericordia, egli che vive e regna col Padre e lo Spirito santo nei secoli dei secoli. Amen.

18 dicembre 2019 Letto 99 volte
Novena di Natale 2019
  

NOVENA DI NATALE 2019

Con Giuseppe per accogliere Gesù

 

Giorno e

gruppo

Tema

Segno

Brano biblico

Lunedì 16

don Toz

Sempre in cammino

Piedi e gambe

Is. 9,1-6

Martedì 17

3 elem.

Un abbraccio

Braccia

Mc. 9,33-37

Mercoledì 18

3 media

Arcivescovo

In ascolto

Orecchie

Mt. 1,16-21

Giovedì 19

1 media

Come profumo d’incenso

Naso

 

Venerdì 20

2 media

Le parole

Bocca

Lc. 1,46-55

Sabato 21

5 elem.

Preghiera e lavoro

Mani

 

Salmo 128

Domenica 22

4 elem.

Saper vedere

Occhi

Letture della Messa

Poesia Gozzano

Lunedì 23

2 elem.

Saper accogliere

Cuore

Mt. 1,19-25

Martedì 24

Veglia

 

Bambino

Ufficio delle Letture

SCHEMA NOVENA

 

1.     Inizio ore 19

2.    Ingresso in silenzio (musica d’organo)

3.    Nel nome del Padre…

4.    Saluto del parroco

5.    Esposizione del Santissimo Sacramento

6.    Adorazione silenziosa e Canto delle profezie

7.    Proclamazione della Lettura

8.    Canto del polisalmo e invocazione

9.    Animazione da parte del gruppo cresimandi

10.  Riflessione dell’Arcivescovo

11.   Canto Inno

12.  Antifona maggiore Magnificat

13.  Canto del magnificat e incensazione, si ripete l’antifona

14. Orazione

15.  Tantum Ergo… orazione e benedizione eucaristica

16.  Preghiera per il Papa

17.  Padre nostro… agnello di Dio (frazione del pane: ecco l’agnello di Dio

18.  Comunione

19.   Canto finale

 

27 novembre 2019 Letto 190 volte
catechesi biblica comunitaria: il nostro patrono SAN GIUSEPPE
SECONDA CATECHESI BIBLICA SU
Giuseppe: uomo che  attende!
 
Giovedì 12 dicembre 2019 ore 19
Salone Parrocchiale in Via Cairoli n. 38
con la guida di suor Nolly F.d.S.G.
 
 
NON MANCATE
 
24 novembre 2019 Letto 89 volte
Ultima domenica dell'Anno Liturgico
 

 

Santa Teresa D'Avila iniziava sempre le sue preghiere salutando Dio così: mio Re! Teresa aveva immaginato la vita di ognuno di noi come un castello. Abbiamo un giardino, delle mura tutto attorno, un grande ingresso, tantissime stanze con tantissime porte che ci conducono in altre stanze e così via, fino ad arrivare alla stanza che si trova al centro del castello. In questa stanza c'è Gesù, il Re. Se noi scegliamo di essere amici di Gesù, lui starà al centro del nostro castello, perciò al centro della nostra vita! E con un re così non possiamo che essere sereni e felici! Ma perché Gesù al centro del nostro castello ci fa felici? Che Re è Gesù?

Innanzitutto, come dice la seconda lettura di oggi, Gesù è Re perché ha partecipato con il Padre e lo Spirito alla creazione di tutte le cose, visibili e invisibili! La creazione è il suo regno! Lui ha creato i fiori, il mare, il cielo, le stelle, ... ma soprattutto Lui ha creato noi, il nostro stupore nel guardare le stelle, la nostra gioia nel giocare con le onde del mare, l'amicizia che ci fa stare bene con gli amici e la bellezza dell'essere amati. Lui ci ha creati nel Paradiso, per il Paradiso: il suo regno creato per noi! Ecco perché Gesù è Re quando sulla croce apre il Paradiso al ladrone che lo riconosce figlio di Dio: perché solo un Re può aprire le porte del regno e far entrare chi ne è degno. E ne è degno chi lo riconosce Re!

 

Da che cosa Gesù capisce che questo uomo condannato alla croce, che ha vissuto da delinquente è degno del suo Regno?

Rileggiamo le ultime parole del ladrone: "Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno".

 

Quest'uomo parla del Paradiso che sa benissimo non essere il posto per un ladro! Ma parla di regno e chiedendo di entrare domanda perdono per essere degno dell'Amore di Dio. E Dio non si nega a nessuno!

Oggi è il giorno in cui ognuno di noi deve guardare nel suo castello, guardare all'avvento che sta per iniziare come tempo per preparare la stanza al centro, perché tutto sia pronto per accogliere il RE. Il bambino Gesù che tra poco nascerà, verrà a ricordarci che il suo regno è semplicemente un regno di amore dove, per entrare, basta chiedere al RE!

19 novembre 2019 Letto 164 volte
In seguito alla decisione del Consiglio Pastorale
 Finalmente anche la nostra Parrocchia ha la sua Caritas.
Dopo la decisione maturata in seno al Consiglio Pastorale nell’ultima riunione del 16 settembre scorso, la nostra parrocchia ha deciso che era ormai giunto il tempo anche per noi di dotarci di questo importantissimo organismo pastorale, istituito per animare la parrocchia, con l'obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza, non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, costitutiva della nostra comunità parrocchiale. L’idea stessa di Caritas parrocchiale esige, pertanto, che la nostra parrocchia sia sempre di più una comunità di fede, preghiera e amore. Questo significa che non può esserci Caritas dove non c’è comunità, si tratta di investire le poche o tante energie della Caritas parrocchiale nella costruzione della comunità di fede, preghiera e amore. La testimonianza comunitaria della carità infatti è la meta da raggiungere e il mezzo, (o almeno uno dei mezzi), per costruire la comunione. L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità».
Cosa ci si aspetta dalla Caritas parrocchiale?
Ogni parrocchia, che è volto della Chiesa, concretizza la propria missione attorno all’annuncio della Parola, alla celebrazione della Grazia e alla testimonianza dell’Amore scambievole. È esperienza comune che ci siano, in parrocchia, una o più persone che affiancano il parroco nella cura e nella realizzazione di queste tre dimensioni. Sono gli operatori pastorali, coloro che fanno concretamente qualcosa. Dopo il Concilio Vaticano II, la pastorale si arricchisce di una nuova figura: colui che fa perché altri facciano, o meglio, fa, per mettere altri nelle condizioni di fare: È l'animatore della pastorale della carità.
La Caritas parrocchiale, presieduta dal parroco don Tonino e diretta dal nostro diacono permanente Ignazio, è costituita da alcune persone di buona volontà disposte a collaborare sul piano dell'animazione e della testimonianza della carità.
La nostra Caritas vuole essere come il braccio operativo della comunità per il servizio dei poveri. L’obiettivo principale è guardarsi attorno, nel territorio della nostra parrocchia, per scovare concretamente i bisogni, le risorse e le emergenze – e realizzare percorsi di carità, solidarietà nei confronti dei bisognosi, di tutti i bisognosi. È urgente un cambiamento concreto negli stili di vita ordinari dei singoli e della comunità: abbiamo bisogno di occhi nuovi per vedere le necessità dei tanti fratelli in ambito ecclesiale e civile.

Ci presentiamo con mani e cuori aperti per ricevere dai nostri parrocchiani i frutti della carità (alimenti, denari, abiti e medicinali da banco) che verranno conservati nella sede parrocchiale della Caritas.
Una volta allestita la sede pubblicheremo una sorta di calendario che indicherà i giorni di apertura ai bisognosi: un giorno alla settimana in orario che verrà comunicato e poter restituire così ai bisognosi ciò che la carità di tutti ha messo nelle nostre mani. La Giornata Mondiale del Povero, istituita da papa Francesco e giunta alla terza edizione, celebrata domenica 17 novembre, ha segnato per la nostra comunità il battesimo del Gruppo Caritas San Giuseppe. Possiamo contare su un piccolo gruppo di animatori della carità (diacono Ignazio, Teresina, Barbara, Zaira, Maria Rita, Giovanni e Anna), su una sede parrocchiale piccola ma accogliente dove raccogliere e i frutti della carità; ora rimane la gara di solidarietà e di amore che, come negli anni scorsi, siamo certi caratterizzerà il piccolo gregge della nostra comunità parrocchiale.
16 novembre 2019 Letto 124 volte
mons. Giuseppe Baturi Ŕ il primo siciliano alla guida di una diocesi sarda
 

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Metropolita di Cagliari (Italia) il Rev.do Mons. Giuseppe Baturi, Sotto-Segretario della Conferenza Episcopale Italiana.

Rev.do Mons. Giuseppe Baturi
Il Rev.do Mons. Giuseppe Baturi è nato il 21 marzo 1964 a Catania, nell’omonima provincia ed arcidiocesi. Dopo la maturità scientifica, ha ottenuto la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania. Come alunno del Seminario Arcivescovile ha frequentato lo Studio Teologico San Paolo di Catania, conseguendo il Baccalaureato in Teologia. Successivamente, presso la Pontificia Università Gregoriana, ha ottenuto la Licenza in Diritto Canonico.

È stato ordinato sacerdote il 2 gennaio 1993, per il clero di Catania.

Dopo l’ordinazione è stato Parroco della parrocchia di Valcorrente, frazione di Belpasso (1993-2002) ed Economo Diocesano (1999-2008). È stato, inoltre, Vicario Episcopale per gli Affari Economici, Membro del Consiglio Presbiterale, Procuratore Generale dell’Arcivescovo, Vicepresidente dell’Opera Catanese per il Culto e la Religione, Membro dei Consigli di Amministrazione dell’Opera Pia dei Chierici Poveri, del Pio Istituto Educativo San Benedetto e dell’Associazione Comitato Regina Pacis di Belpasso, Membro del Comitato Direttivo della Fondazione Michelangelo Virgilito di Palermo. È stato anche Responsabile di Comunione e Liberazione per la Sicilia

È Cappellano di Sua Santità dal 2006 e Canonico Maggiore del Capitolo Cattedrale di Catania dal 2012.

Dal 2012 all'aprile 2019 è stato Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Giuridici e Segretario del Consiglio per gli Affari Giuridici della Conferenza Episcopale Italiana.

Dal 2015 è Sotto-Segretario della medesima Conferenza.

Auguri alla Chiesa sorella...e al nuovo Pastore diocesano calaritano

25 ottobre 2019 Letto 122 volte
turno dei lettori (ottobre-dicembre 2019)
 pubblichiamo nell'apposito spazio di questo sito il Nuovo Turno per il servizio dei lettori.

Chi pur essendo nel turno se è impossibilitato a svolgere il ministero chieda per tempo la sostituzione segnalandolo nella pagina del gruppo lettori di Watzapp.
GRAZIE
25 ottobre 2019 Letto 89 volte
variazione orario delle Celebrazioni Comunitarie
Nella notte tra sabato e domenica torna l'orario solare. Le celebrazioni subiranno piccole variazioni.

GIORNI FERIALI
Le celebrazioni del mattino saranno sempre alle ore 7,30.
Le celebrazioni della sera inizieranno alle ore 17,30.
 
DOMENICA E FESTIVI
nessuna variazione:
cioè le celebrazioni continueranno a iniziare
ore 8: Invitatorio, Ufficio delle Letture e Lodi
ore 8,30: Santa Messa (nella Cappella dell'adorazione)
ore 10,30: Santa Messa comunitaria (sono presenti i ragazzi della catechesi)
 
SABATO sera:
 
ore 18,10: Vespri 
ore 18,30: Santa Messa
 
I funerali verranno, di solito, celebrati con inizio alle ore 15,30
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